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Anche i dirigenti firmano la Carta di Pisa

Anche i dirigenti firmano la Carta di Pisa

La Provincia amplia le misure previste dal codice per la legalità e la trasparenza negli enti pubblici

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PISA. Si allargano anche ai dirigenti le misure previste dalla Carta di Pisa. Quelli in forza alla Provincia hanno sottoscritto il codice, congiuntamente al rinnovo dell’incarico, a decorrere dall’1 gennaio scorso. Si sono così impegnati a rispettarne le disposizioni, che vincolano al rispetto di principi, obblighi e divieti. La Carta, dunque, non vale più solo per gli amministratori (consiglieri e assessori) e già da oltre due mesi. «Abbiamo anticipato i tempi del legislatore nazionale», sottolinea il direttore generale della Provincia, Giuliano Palagi. Il riferimento è alla recente iniziativa del consiglio dei ministri che, nella seduta dell’8 marzo, ha approvato lo schema del Dpr con il codice di comportamento dei dipendenti pubblici. Le prescrizioni introdotte dal codice etico della Provincia hanno come obiettivo, come spiega Palagi, «il conseguimento di livelli di correttezza e trasparenza più elevati di quelli assicurati dalle norme penali correnti». Tra gli elementi più significativi le regole sul conflitto di interessi e le norme riguardanti i regali: la cifra massima quantificata nel codice provinciale (50 euro annui) risulta più bassa di quella indicata nel recente Dpr.

La Carta di Pisa, maturata nell’alveo di “Avviso Pubblico” (associazione contro tutti i cartelli di crimine organizzato, nella quale si raccolgono amministrazioni di ogni angolo del Paese), deve ora essere ulteriormente promossa. «La divulgazione della Carta - riprende Palagi - deve essere assicurata organizzando occasioni pubbliche d’incontro». In questa ottica la Provincia promuove, insieme alla Prefettura, di un’iniziativa dal titolo “La nuova legge anticorruzione. Aspetti applicativi”, prevista per giovedì 18 aprile (centro Maccarone) e rivolta ad amministratori e tecnici degli enti locali. Il tema sarà sviluppato da Claudio Galtieri, presidente della Corte dei Conti della Lombardia (“Responsabilità erariale per gli atti corruttivi”); dello stesso Palagi (“La nuova legge anticorruzione: modelli organizzativi della pubblica amministrazione e codici di comportamento”); e di Alberto Vannucci, associato di Scienze politiche dell'Università di Pisa (“I costi economici e sociali della corruzione”).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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