Il Tirreno

Pisa

A Barbaricina il postino non suona più

di Antonio Saggese
A Barbaricina il postino non suona più

Residenti costretti a ritirare le lettere al centro di Cisanello. L’azienda parla di carenza di personale, interviene la Cgil

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PISA. “Il postino suona sempre due volte. Ma a volte non suona affatto”. Non si tratta del titolo di un remake del celebre film di Bob Rafelson, ma del problema che affligge i residenti del quartiere di Barbaricina a Pisa. Nella zona, alla periferia occidentale della città, la posta a casa non arriva e agli abitanti spesso tocca andarla a recuperare personalmente al centro di smistamento di Cisanello. Un disservizio che provoca non pochi problemi ai residenti che per giorni, e delle volte anche per settimane, dei postini non ne vedono neanche l'ombra.

A segnalarlo è una nostra lettrice, Manuela Coppola, che racconta di una situazione che ormai va avanti da diversi mesi. «La posta è una delle cose più importanti - dice Coppola – un servizio a cui non si può rinunciare. C'è gente che aspetta risposte di esami medici, lettere importanti, comunicazioni, bollette, per le quali ci sono scadenze che, se non vengono rispettate, comportano il pagamento di una mora. Siamo molto stanchi di questa situazione. Qui c'è gente onesta, che lavora duro e paga le tasse e la posta deve essere consegnata regolarmente».

Dalle Poste fanno sapere che «il problema è dovuto ad una carenza di personale» ma la soluzione al disagio degli abitanti di Barbaricina resta un'incognita. In merito alla questione di Barbaricina, Mario Frongia, responsabile provinciale della Cgil per le poste ha spiegato che «l'ultimo portalettere titolare della zona è stato trasferito circa due anni fa e da allora il servizio di smistamento della posta nel quartiere è stato svolto da personale provvisorio, quando c'è disponibilità, altrimenti la zona rimane senza copertura».

«La situazione dovrebbe essere regolarizzata quando l'azienda effettuerà i tagli al personale già annunciati (27 tra Pisa e provincia) – precisa Frongia - Solo allora verrà nominato un portalettere fisso per la zona, ma la situazione resterà comunque difficile da gestire. Infatti sul nuovo incaricato graveranno carichi di lavoro molto pesanti e qualità e puntualità del servizio potrebbero restare carenti».

«La risposta dell'azienda – conclude il responsabile di Slc-Cgil Poste - è che in tutto il mondo i volumi di materiale postale sono in forte calo a causa dello sviluppo massiccio di nuovi mezzi di comunicazione e naturalmente alla crisi. Noi come sindacato non siamo d'accordo e continuiamo a sostenere che soprattutto nei momenti di crisi bisogna pensare allo sviluppo. Tante cose non si possono inviare come allegato tramite email e il servizio postale è ancora indispensabile. Abbandonare il territorio e non garantire un servizio di consegna rigoroso è una scelta miope che danneggia tutta la comunità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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