Il Tirreno

Pisa

Pesce cinese, non erano bianchetti

Pesce cinese, non erano bianchetti

Ristoratore pisano denunciato per tentata frode dalla Capitaneria di Porto

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Si è conclusa "Operazione aragosta" della Capitaneria di Porto di Livorno con lo scopo di controllare la filiera dei controlli ittici. Sono stati ispezionati 356 operatori e rilevati 43 illeciti di cui 40 a carattere amministrativo (per circa 60mila euro) e tre con risvolti penali. A Livorno è stato effettuato un sequestro di aragoste sottoposte, in questo periodo, a divieto di pesca. Le aragoste sono state sequestrate e rigettate in mare.

Ma nella rete dei controlli è finito anche un ristoratore pisano il quale è stato denunciato alla magistratura per tentata frode in commercio. Gli ispettori sono risaliti al ristoratore grazie alla pubblicità sul giornale del menu per la festa della donna dove, fra i vari piatti, si trovavano anche le frittelline di bianchetti. Ed è stato l'errore che ha incastrato il ristoratore poiché la pesca del "novellame di alice" è vietata. Gli ispettori, pertanto, sono andati a colpo sicuro, ma una volta avviati i controlli, invece hanno scoperto che le frittelline di bianchetti in realtà erano un prodotto ittico confezionato con la denominazione commerciale di "pesce ghiaccio" cinese pescato in acque dolci della regione cinese di Tai Lake. Quindi, il titolare del ristorante è stato deferito alla magistratura per tentata frode in commercio.

Già nell'aprile del 2011, in una pescheria di Livorno era stato venduto come bianchetto il "pesce ghiaccio". Nei prossimi giorni le attività proseguiranno con lo scopo di reprimere comportamenti fraudolenti a danno del consumatore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze