Il dolore
Oltre 60 osservazioni dagli ambientalisti
Comincia oggi nella prima commissione consiliare la discussione sulla variante urbanistica
PISA. Un vero parco urbano e non ciò che di verde rimane tra due colate di cemento. È quanto chiedono Legambiente e le altre associazioni (WWF, Lipu, Mosquito, Acquedotto Mediceo) che si battono per modificare il progetto del verde pubblico di Cisanello. Per raggiungere l’obiettivo le organizzazioni ambientaliste hanno invitato i propri sostenitori ad inviare osservazioni (ieri la scadenza) alla commissione urbanistica al fine di impedire che una parte dell’area sia destinata alla costruzione di edifici commerciali. Tre le frecce nella faretra verde con tre diverse motivazioni: la necessità per la città di un vero parco urbano con la maggiore estensione possibile; l’inutilità di nuovi edifici commerciali data la vicinanza del centro commerciale Pisanova (esattamente dall’altra parte della strada) e l’aggravio che le nuove costruzioni porterebbero al già congestionato traffico veicolare nella zona.
«So che le osservazioni saranno più di sessanta - spiega Marco Ricci, presidente di Legambiente - e la commissione urbanistica ne dovrà tenere conto. L’area che il Comune intende destinare a parco è secondo noi insufficiente e la costruzione di due edifici nuovi e perfettamente inutili sarebbe anche dannosa per una zona con delle specifiche ecologiche ben precise». Ricci continua spiegando che «noi siamo venuti incontro al Comune accettando l’idea della costruzione della sede della fondazione Stella Maris che già riduce di molto la superficie verde a disposizione dei cittadini, ma cedere anche su questo punto vorrebbe dire privare il quartiere, che è uno dei più cementificati della città, di un parco di cui ha decisamente bisogno». La discussione sulla variante parte oggi pomeriggio e preparerà il disegno che approderà successivamente in consiglio comunale. «I terreni sui quali si andrà a costruire sono in parte privati e il Comune teme che destinandoli a parco possano perdere valore, esponendo l’amministrazione ad eventuali risarcimenti, ma ciò non è vero. Noi abbiamo controllato le ultime sentenze della Corte dei Conti in materia e non c’è alcun vincolo, il consiglio comunale è libero di destinare le aree agli usi che ritiene più giusto. Alla fine - conclude Ricci - noi vogliamo trovare una soluzione condivisa che rispetti la volontà dei cittadini, e questa mi pare chiara».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
