Il Tirreno

Pisa

La passione della libraia non si cancella

Due ex della Feltrinelli rilevano la storica Ghibellina in Borgo Stretto. Entusiasmo e tante idee

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PISA. «Lavorare in Feltrinelli è stata un’esperienza fondamentale. Ma in una grande catena di distribuzione ti viene imposto tutto dall’alto e non c’è spazio per molti altri aspetti che sono quelli che amo di più in questo mestiere». Rimedia Deffeneu spiega cosi la scelta di licenziarsi dal punto vendita di una delle principali catene di librerie italiane e di acquistare, a gennaio di quest’anno, La Ghibellina, una piccola ma storica libreria indipendente in Borgo Stretto. «Il lavoro alla Feltrinelli – prosegue Rimedia – era una sicurezza, almeno dal punto di vista economico. Ma negli ultimi tempi mi sentivo come in gabbia. Cosi piano piano ho iniziato a coltivare l’idea di avere un libreria mia, in cui poter dedicare tutto il tempo alla cura del cliente e ai libri. E quando mi si è presentata l’occasione non ho avuto esitazioni, mi sono licenziata e mi sono buttata in questa avventura». Sfidando la crisi economica, con i piccoli negozi che chiudono un po’ dappertutto, Rimedia decide di coinvolgere nel nuovo progetto la sua vecchia direttrice ai tempi di Feltrinelli, Paola Bertini. «Paola lavorava li fin dai tempi di Giangiacomo Feltrinelli – racconta – e negli anni è diventata la direttrice del punto vendita. Quando entrai io, nel 2001, diventammo subito amiche. Poi nel 2009 è andata in pensione ma l’amore che provava per i libri e la letteratura è rimasto quello di sempre. Quando le ho raccontato che cosa avevo in mente ha deciso che era il momento di rimettersi al lavoro».

Quali sono le differenze tra l’attività in una grande catena e quella in una piccola libreria indipendente?

«Nel mondo della grande distribuzione sono andati perduti molti aspetti “romantici” del nostro lavoro soprattutto negli ultimi anni. Tutto è standardizzato e deciso dall’alto e a noi “comuni mortali” non resta che adeguarci e seguire gli ordini. Qui invece mi sento libera. Posso scegliere di proporre best sellers, libri di catalogo o di autori sconosciuti. E soprattutto conta molto il rapporto che si instaura con il cliente».

Ci spieghi meglio

«Spesso vengono qua senza un’idea ben precisa e allora hanno bisogno di qualcuno che sappia ascoltarli e consigliarli a scegliere la storia a loro più congeniale. E’ un confronto continuo, uno scambio quasi quotidiano. Il cliente si sente coccolato e anche se non trova il libro che stava cercando se ne va contento».

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

«Vorremmo fare di questo luogo un punto d’incontro aperto a tutti gli amanti della letteratura, una specie di “salotto culturale” di qua d’Arno. Stiamo già contattando diverse case editrici per organizzare incontri in strada con autori e presentazioni di libri, sfruttando magari anche lo spazio qui di fronte (Largo Ciro Menotti). Le idee sono tante e anche l’entusiasmo. Speriamo che tutto proceda nel migliore dei modi».

Tommaso Fabiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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