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La crociera finisce in cella latitante preso sul molo
Arrestato dai carabinieri mentre stava risalendo su una nave della Costa Con un complice bloccato in Norvegia è accusato del colpo al Cantiere Fontani
PISA. Potevano arrestarlo ovunque e in qualunque momento. Ma anziché restare nell’ombra se ne andava in crociera nel Mediterraneo incurante dell’ordine di cattura internazionale emesso dal Tribunale per una brutale aggressione avvenuta la sera del 6 dicembre 2011 ai danni del custode del Cantiere Fontani in viale D’Annunzio 84. L’accusa è di rapina amano armata e sequestro di persona.
Il colpo. Uno dei quattro lituani accusati di aver picchiato il guardiano del rimessaggio e di aver portato via 9 motori per barche del valore di circa 100mila euro è stato fermato al rientro da una visita nella capitale. Si chiama Modestas Deveikis, 24 anni, e i carabinieri lo hanno bloccato nell’area portuale di Civitavecchia mentre stava per risalire su una nave della Costa Crociere sulla quale si era imbarcato in Spagna per un giro nel Mediterraneo in compagnia di alcuni amici. Vacanze interrotte e dalla cabina passeggeri è passato a una cella del Don Bosco.
Un altro connazionale, Tautvydas Pukenis, 23 anni, ritenuto uno dei componenti la gang, è stato intercettato a Trondheim (Norvegia). Aveva un documento falso e grazie alla comparazione delle impronte digitali e delle foto segnaletiche, il giovane è stato arrestato. Sono iniziate le procedure per l’estradizione.
Le indagini. Rispetto ai quattro lituani ritenuti responsabili della rapina all’appello mancano ancora due persone. Il processo è già iniziato e la caccia ai due latitanti è ancora aperta. Per ora i carabinieri del nucleo investigativo, guidati dal capitano Michele Cataneo e del nucleo operativo diretti dal tenenenti colonnello, Gianni Fedeli, hanno rintracciato Deveikis e Pukenis seguendo piste internazionali e avvalendosi della collaborazione di Interpol e polizia lituana. La titolare dell’inchiesta è il sostituto procuratore, Miriam Pamela Romano, mentre le ordinanze di custodia cautelare sono state firmate dal gip Elsa Iadaresta.
Botte e minacce. La rapina avvenne verso le 22,30 del 6 dicembre 2011. Un commando armato, composto da quattro persone incappucciate con il passamontagna, entrò nei Cantieri Fontani. Il custode venne bloccato, percosso e legato. Poi la banda si preoccupò di portare via i nove motori da barca. L'uomo venne ritrovato solo alle otto del mattino, alla riapertura dell'attività, da uno dei soci.
Le prime tracce. I motori rubati erano stati rinvenuti verso le 11,30 del giorno dopo a Venezia. Erano dentro un furgone, di nazionalità inglese, alla cui guida erano stati segnalati quattro giovani che avevano forzato la barriera autostradale di Mestre percorrendo la corsia riservata ai clienti Telepass, senza disporre del dispositivo. Furono denunciati per ricettazione. La svolta alle indagini con l'individuazione degli autori è arrivata con la comparazione dei rilievi fotografici eseguiti sul disegno del battistrada del furgone rinvenuto sull’asfalto e la traccia lasciata sul terreno, dalla quale è emersa la perfetta sovrapponibilità per corrispondenza, forma e dimensione. Inoltre, sempre sul furgone, furono trovati arnesi idonei allo scasso e due apparati rice-trasmittenti. Gli investigatori ritengono che siano stati utilizzati dai malviventi per tenere le conversazioni all'interno del cantiere durante la rapina.
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