Il Tirreno

Pisa

Vodafone, tagli drastici A rischio i posti pisani

di Danilo Renzullo

L’azienda ha presentato ai sindacati un piano che prevede 700 licenziamenti Restano i call center, forse con compiti più gravosi. In pericolo “staff e supporto”

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PISA. La crisi non risparmia nemmeno il settore delle telecomunicazioni. Mercoledì scorso, nel piano industriale presentato ai sindacati, Vodafone Italia ha annunciato un esubero di 700 dipendenti su un totale di circa 8000 lavoratori impiegati in Italia e non si escludono licenziamenti anche a Pisa. Una manovra dettata dagli «effetti negativi della crisi macroeconomica - spiega in una nota l'azienda -, dalla forte pressione competitiva e dal drastico calo dei prezzi, che stanno progressivamente influenzando in modo molto critico l’andamento del settore delle telecomunicazioni». Sul piano presentato dalla compagnia telefonica pesano «gli effetti combinati di questi fenomeni» che hanno portato l'azienda a «registrare negli ultimi due anni una rilevante erosione del fatturato e dei margini». Per l'azienda è quindi «necessaria un'azione di trasformazione ed efficienza che passa attraverso la ridefinizione complessiva del costo del lavoro e una riduzione del perimetro aziendale pari a 700 esuberi» che potrebbe comportare conseguenze negative anche per i dipendenti impiegati a Pisa. Quelli che si profilano sarebbero i primi licenziamenti della storia di Vodafone, nonostante diverse riorganizzazioni aziendali. I dettagli dell'operazione e l'impatto che avrà su Pisa si conosceranno domani quando sul tavolo dei sindacati arriverà la procedura di mobilità. I tagli riguardano tutti quei settori non a diretto contatto con i clienti e soprattutto le funzioni di «staff e supporto», settori che a Pisa impiegano circa venti lavoratori. «È difficile dire quanti dipendenti rischiano la mobilità a Pisa – spiega Silvia Cosci, segretario provinciale della Fistel-Cisl -. Vodafone ha annunciato di voler cedere il ramo aziendale dei servizi generali, ma risparmi potrebbero essere fatti anche in altri settori e palpabile è la preoccupazione anche tra gli operatori del call center di Pisa». Su quest'ultimi, circa 480, potrebbe gravare infatti un carico di lavoro maggiore a costi invariati «o - specifica Cosci - addirittura minori, secondo il piano dell'azienda». «In un incontro con i sindacati – aggiunge Cosci – l'ad di Vodafone ha indicato la strada per il rilancio dell'azienda puntando sull'efficienza e la qualità dei servizi. Caratteristiche che però mal si conciliano con il licenziamento di operatori qualificati». Per le parti sociali la compagnia «deve riformulare il suo piano, usare strumenti diversi dalla mobilità e eventualmente ridurre il personale con le uscite volontarie, perché la crisi non può essere scaricata sempre sui lavoratori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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