Finanza
Una danza e i cibi per festeggiare insieme l’8 marzo
CALCI. La giornata internazionale della donna ha visto protagoniste, insieme con le italiane, decine e decine di immigrate che hanno affollato un salone del consiglio comunale. Anche un simpatico...
CALCI. La giornata internazionale della donna ha visto protagoniste, insieme con le italiane, decine e decine di immigrate che hanno affollato un salone del consiglio comunale. Anche un simpatico fuoriprogramma, una danza (nella foto) sull’aria della canzone Break the khain (Rompere le catene).
In mattinata l’incontro con i ragazzi della scuola media, di contorno la mostra di lavoretti, in esposizione pitture e disegni, poi creazioni artistiche, poesie, elaborati di indubbia efficacia. Infine l’assaggio di cibi preparati dalle immigrate le quali si sono rivelate chef abilissime. Nel contesto della festa le testimonianze di alcune straniere.
Ha detto Nadija Znaizdza, ucraina: «Mio marito ed i miei figli preparano in segreto un regalo per me. L’otto marzo fanno loro le pulizie di casa». Renata Szczjgiet, polacca: «Dal primo momento che sono arrivata in Italia ho avuto voglia di lottare, anche quando non ce la facevo. Per farmi coraggio guardavo la fotografia di mio figlio lontano, ed ho cercato di pensare che grazie ai miei sacrifici lui avrebbe avuto un avvenire migliore».
Ida Kazanxhin, albanese: «Vivere e lavorare qui ha significato umiliazioni e incomprensione. Non solo ho provato dolore perché mi mancavano la casa e i parenti, gli amici ma spesso non sono stata accettata dagli italiani. A volte mi hanno fatto sentire inferiore». Mijuki Kira, giapponese: «Io ho la fortuna di avere un marito italiano che ha condiviso le iniziali difficoltà e che ha reso meno intensa la nostalgia della mia terra. La lingua italiana è molto diversa da quella giapponese e prima mi sono aiutata con l’inglese. Ora capisco e scrivo anche in italiano».
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