Sicurezza
Nuovo rettore, si vota alla Scuola Sant’Anna
Il 17 e 18 aprile le elezioni per scegliere il successore della neo-deputata Carrozza, 1.023 alle urne
PISA. La “sede vacante” della Scuola Superiore Sant’Anna presto avrà un nuovo rettore nella pienezza dei poteri: infatti in settimana Tullio Padovani, decano del collegio dei docenti, ha firmato il decreto con cui indice le elezioni per il 17 e 18 aprile. A scegliere il successore di Maria Chiara Carrozza – da poco eletta deputato e quindi dimessasi – sono chiamate 1.023 persone: 171 tecnici/amministrativi, 237 allievi ordinari, 255 perfezionandi (post doc), 248 assegnisti di ricerca, 58 ricercatori e 54 docenti di prima e seconda fascia. Carrozza era in carica dal novembre del 2010 e il suo mandato rinnovabile sarebbe scaduto quest’anno; invece questa volta il nuovo direttore sarà in carica fino al 2019 (il doppio del tempo) e non potrà essere rieletto: lo stabilisce il nuovo statuto della scuola d’eccellenza, che è stato riscritto (come quello di tutti gli atenei italiani) dopo l’entrata in vigore della “riforma Gelmini” nel dicembre del 2010. Presto per dire chi si candiderà: gli aspiranti saranno ufficializzati l’11 aprile, giorno in cui è prevista l’assemblea del corpo elettorale. Per il momento nessuno esce allo scoperto perché prima si cerca di capire come cambierebbe il futuro dell’istituto nel caso in cui anche Giuliano Amato, attuale presidente della Scuola, fosse chiamato a Roma per incarichi istituzionali: a quel punto l’intero organigramma sarebbe stravolto e tutto il vertice del Sant’Anna sarebbe da ridisegnare. Intanto, regolamento alla mano, si può solo calcolare quanti voti servono per diventare rettore al primo scrutinio: la maggioranza assoluta dei voti ponderati. In pratica, non tutti i voti valgono allo stesso modo, ma alla categoria dei professori ordinari e associati è assegnato un peso pari al 60% del complesso dei votanti; ai ricercatori il 7,5% così come al personale tecnico- amministrativo; gli assegnisti di ricerca contribuiscono per il 3%; infine, agli allievi dei corsi di perfezionamento e a quegli ordinari si attribuisce un peso pari al 22% del complesso dei votanti. Se tutto il corpo elettorale votasse, un docente varrebbe quanto circa 25 studenti e ci vorrebbero 512 voti ponderati per passare. Ciò vale anche per l’eventuale secondo scrutinio, previsto per il 22 e 23 aprile. Qualora nessuno vincesse, si ricomincerebbe con nuove candidature dal 24.
Gianluca Campanella
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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