Sicurezza
Ghezzi: «Dopo il calo del 2011 l’associazione si è ripresa»
PISA. Il presidente dell’Avis Paolo Ghezzi nella sua ultima relazione morale durante la 42ª assemblea ha ricordato le luci e le ombre di questi ultimi quattro anni. «L’anno delle celebrazioni, il...
PISA. Il presidente dell’Avis Paolo Ghezzi nella sua ultima relazione morale durante la 42ª assemblea ha ricordato le luci e le ombre di questi ultimi quattro anni. «L’anno delle celebrazioni, il 2011, è stato intenso di attività e collaborazioni cui ha fatto seguito un calo impressionante delle donazioni, quasi il 10%». E’ stato quello uno degli anni più difficili del ventennio della presidenza di Ghezzi che è pronto a lasciare il testimone per un «doveroso ricambio dopo 20 anni di mia presidenza». Ma l’Avis, da quell’annus horribilis del 2011, ha saputo rialzare la testa. «Il lavoro è stato intensificato anche nell’anno appena trascorso – dice Ghezzi - ed, infatti, la risposta è arrivata puntuale e forte tanto da far registrare nel 2012 un recupero quasi totale delle donazioni perse nel 2011 con un totale di 4946 donazioni, 300 in più dell’anno precedente di cui 3230 di sangue intero, 1611 di plasma e piastrine e 105 di donazioni multicomponenti”.Il risultato è frutto anche del lavoro costante svolto nei centri trasfusionali dove i ragazzi del servizio civile, portano all’attenzione dei potenziali donatori i valori fondanti di un’associazione forte e credibile cui diventa facile aderire. Un lavoro costante ed utile cui si aggiunge e si affianca quello eseguito nelle scuole superiori che, come ogni, anno vengono contattate e visitate per parlare della cultura della donazione. Mario Bruselli, Alessandra Saviozzi, Maura Pruneti, i ragazzi del servizio civile con l’ausilio di Barbara Boccardi e Roberta Cei hanno avuto modo di contattare oltre 1100 diciottenni in 62 classi differenti. Sono stati 450 i ragazzi che si sono resi disponibili per una prima esperienza di donazione. «Il donatore – dice Ghezzi - è il cuore di buona parte del sistema sanitario di eccellenza della nostra Aoup e le emergenze sono quotidiane. Sono 180 i donatori avviati ai centri solo per la gestione delle singole emergenze. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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