Sicurezza
Teatro Verdi, con il taglio dei fondi stagione a rischio
PISA. «È a forte rischio la stagione teatrale del teatro Verdi a causa della mancata erogazione di fondi da parte di Provincia e Comune». È la preoccupazione che il sindacato lavoratori della...
PISA. «È a forte rischio la stagione teatrale del teatro Verdi a causa della mancata erogazione di fondi da parte di Provincia e Comune».
È la preoccupazione che il sindacato lavoratori della comunicazione (Slc) della Cgil ha espresso in una nota firmata dal segretario provinciale Feliciano Raimondo dove si precisa che «la Provincia non solo non erogherà il contributo previsto di 146.000 euro per il 2013, ma non verserà niente nemmeno di quanto dovuto per il 2012».
Sull'altro socio fondatore del Teatro e cioè il Comune, la Slc-Cgil riferisce che «il Comune ha confermato il contributo ordinario previsto di 1.470.000 euro, annunciando però che già a partire dall'anno in corso non potrà finanziare il fondo di garanzia, istituita da circa due anni per 100.000 euro, che serviva ad evitare il ricorso a istituti bancari, per far fronte ai pagamenti dei fornitori e operatori, eliminando il pagamento degli oneri passivi».
«A ciò si aggiunga che, come ultima ciliegina sulla torta – prosegue la nota – il 7 febbraio a Roma si è tenuta la consulta per lo spettacolo che ha definito il 5% di tagli nel 2013 rispetto al 2012 che per il Teatro Verdi ammontano a circa 40.000».
Per il sindacalista da questo quadro emerge una situazione che se non corretta rischia di compromettere non solo la prossima stagione (settembre 2013-giugno 2014) ma anche il futuro stesso del Teatro Verdi.
«Per la città e la provincia di Pisa, sarebbe un fatto gravissimo si creerebbe un vuoto culturale, formativo e sociale insostenibile – aggiunge Raimondo –. Per non parlare delle ricadute occupazionali sui dipendenti e su tutti gli addetti stagionali esterni (musicisti,coristi/cantanti,attori, danzatori, macchinisti,f onici, elettricisti, addetti di sala ecc..) del settore dello spettacolo».
La Slc-Cgil ritiene necessario aprire da subito un tavolo, con le istituzioni e le Fondazioni, utile alla ricerca di soluzioni condivise, che servano a scongiurare le situazioni di crisi sociali e occupazionali che potrebbero esplodere nell'immediato.
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