Strage di pesci, si indaga sulla morìa nello Zambra
La Guardia forestale ha prelevato campioni di acqua per farli analizzare Secondo i pescatori bisogna parlare di «un vero e proprio disastro ecologico»
CALCI. Strage di pesci nel torrente Zambra. Specie le trote fario, nella totalità, sono morte per cause misteriose, al vaglio degli inquirenti.
Dopo la denuncia presentata da alcuni cittadini di Castelmaggiore, dal Ponte di Corte Gargilli in giù, solo trote galleggianti prive di vita, il corpo della guardia forestale è intervenuta.
D’intesa con l’ufficio forestazione ha proceduto al prelevamento di campioni di acqua nel tratto della Zambra maggiormente interessato al fenomeno. Tra le ipotesi della moria che oltre le trote riguarda altre specie ittiche, tra cui i triotti, conosciuti dal grosso pubblico con il nome di pavanelli.
Si sono salvati invece ranocchi e anguille soprattutto perché siamo in un periodo dell’anno in cui anguille e anfibi vivono prevalentemente nelle zone a ridosso del torrente.
«Si deve parlare di autentico disastro ecologico – spiega Fabio Armani, pescatore da una vita – ho appena rinnovato il tesserino per continuare a svolgere l’attività in forma di hobby, ma sono bloccato perché fino al 25 marzo è fatto assoluto divieto di esercitare la mia grande passione».
«Da una vita sono pescatore – fa eco Michele Meucci – mi hanno sorpreso e amareggiato gli avvisi pubblici affidati a manifesti, per cui è vietato usare canna, filo, esca e piombini in quanto sono sorti grossissimi problemi. Nessuno sa fornire una qualche spiegazione plausibile».
Alessandro Consani, della cooperativa Lungomonte Pisano spiega: «Sabato scorso abbiamo immesso nello Zambra un quintale e mezzo di trote. Le abbiamo fatte venire appositamente dalla Garfagnana. Adesso assistiamo a questo spettacolo allucinante: i pesci sono tutti morti avvelenati. Il motivo non lo sappiamo proprio».
«Sarei portato ad escludere un atto di sabotaggio come si vocifera da più parti – interviene Paolo Soldani, della stessa cooperativa del Lungomonte – Sarei propenso a pensare che qualche sostanza nociva sia finita nel torrente, magari per effetto di qualche azione di pulizia condotta da qualche parte. Mi ricordo che anni fa assistemmo ad analogo avvelenamento. Fu appurato poi che si era trattato di soda caustica impiegata per una bonifica ambientale, successivamente finita nelle acque. Un’altra volta la causa che portò allamorte di numerosi pesci furono i diserbanti impiegati in maniera disinvolta. Comunque in questa occasione è andata ancora peggio: è un vero e proprio disastro».
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