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«Dovete chiudere a mezzanotte» Vettovaglie, i locali non ci stanno
PISA. Fa discutere l’intervento dei vigili urbani che qualche sera fa in piazza delle Vettovaglie hanno chiesto ad alcuni locali di chiudere a mezzanotte. «L’occupazione del suolo pubblico da parte...
PISA. Fa discutere l’intervento dei vigili urbani che qualche sera fa in piazza delle Vettovaglie hanno chiesto ad alcuni locali di chiudere a mezzanotte. «L’occupazione del suolo pubblico da parte dei pubblici esercizi non può essere revocata a discrezione dell’amministrazione comunale in presenza di concessioni annuali che la consentono. Ci sorprende, quindi, la richiesta che la vigilanza urbana sembra aver formulato ad alcune attività della zona di piazza delle Vettovaglie per la rimozione delle loro strutture sul suolo pubblico a mezzanotte». Questa la posizione della Confesercenti, a firma del direttore Marco Sbrana, esposta in una nota ufficiale al Comune ed al prefetto Francesco Tagliente.
Tutto nasce dalla segnalazione di alcuni operatori della piazza.
«Ancora una volta ci stiamo trovando di fronte a comunicazioni ai diretti interessati di disposizioni di cui – spiega ancora Sbrana – l’associazione non è al corrente, pur riguardando attività economiche e commerciali. Parliamo delle occupazioni di suolo pubblico alle attività di somministrazione di alimenti e bevande. Alcuni nostri soci ci hanno infatti segnalato che i vigili, porta a porta, stanno avvertendo i pubblici esercizi di piazza delle Vettovaglie e via Sant'Omobono che alla mezzanotte devono provvedere alla rimozione delle loro attrezzature poste su suolo pubblico. Di fatto e di punto in bianco, qualcuno ha assunto decisioni di cui ci rimane assai difficile comprenderne le ragioni. Addirittura, un nostro socio si è visto rinnovare la concessione del suolo pubblico con la clausola della rimozione a mezzanotte, clausola mai comunicata né tantomeno concordata. Dimenticando che la legge consente una apertura senza limiti delle attività e che, comunque, i nostri locali continuano a seguire la vecchia normativa con la chiusura alle 2».
Per la Confesercenti il problema dell’ordine pubblico non si risolve chiudendo le attività. «Chi sostiene o immagina che togliendo o riducendo l'occupazione si eviterebbero affollamenti o disordini - prosegue ancora Sbrana - commette a nostro modesto avviso un gravissimo errore di valutazione; errore che si riverserebbe contro la sicurezza dei luoghi e andrebbe in controtendenza agli obbiettivi che stavano alla base del protocollo sottoscritto in prefettura che puntava alla responsabilizzazione degli operatori. Misure restrittive come quelle che sembra siano state prese senza la nostra condivisione allontanano per il futuro – conclude il direttore di Confesercenti - qualsiasi altra possibilità di un nostro coinvolgimento nella assunzione di atti congiunti».
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