Il Tirreno

Pisa

il presidente della croce rossa

Cerrai: i profughi sobillati da italiani

PISA. Una pugnalata alle spalle. È questo il senso dello sfogo di Antonio Cerrai, presidente della Croce Rossa, che interviene sulla vicenda del campo di via Pietrasantina occupato la scorsa...

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Una pugnalata alle spalle.

È questo il senso dello sfogo di Antonio Cerrai, presidente della Croce Rossa, che interviene sulla vicenda del campo di via Pietrasantina occupato la scorsa settimana dai profughi di Mali e Ciad.

«Noi siamo venuti incontro all'amministrazione comunale due anni fa per rispondere ad un'emergenza umanitaria, in questo tempo abbiamo speso soldi ed energie per aiutare tutti i profughi ad integrarsi e potersi costruire una vita la più serena possibile. La nostra situazione economica è nota a tutti – continua Cerrai – ma nonostante la mancanza di fondi abbiamo fatto di tutto per dare una mano».

Gli aiuti messi in campo dalla Croce Rossa sono andati da corsi di lingua all'avviamento al lavoro fino al trovare sistemazioni che garantissero vitto ed alloggio: «Cinque persone le abbiamo prese da noi come volontarie e la prossima settimana sosterranno l'esame per poter prestare assistenza a tutti gli effetti, abbiamo trovato un accordo con l'Ente Parco per poter assicurare loro una possibilità di lavoro, al momento ne rimarrebbero da piazzare solo tre».

La causa di questa occupazione viene presto individuata quindi in soggetti esterni: «Ci sono altri, italiani, non extracomunitari, che evidentemente hanno interesse a sobillare questi giovani, ma così facendo li danneggiano e basta perchè rischiano di farli espellere. Sono ragioni politiche e noi con la politica non ci siamo mai immischiati. È scandaloso che si metta in discussione il nostro impegno umanitario, non ci sto».

La questione si intreccia con la vicenda della coppia di giostrai (ne abbiamo parlato ieri)ai quali era stato accordato il campo in attesa dell'assegnazione della casa popolare.

«I Pozzi - spiega ancora il presidente della Croce Rossa - hanno dei bambini piccoli, non ci sembra il caso di farli convivere con una situazione non sicura (nel campo sarebbero state introdotte delle bombole di gas). Ma se la situazione di occupazione dovesse finire, noi non avremmo nessun problema a dare una mano ad una famiglia in difficoltà. Anzi, sarebbe un piacere».

Luca Lunedì

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web