Il Tirreno

Pisa

Trasformiamo il Centro di accoglienza

Trasformiamo il Centro di accoglienza

La proposta dei profughi: ristrutturare il campo creando abitazioni per sfrattati italiani e stranieri

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Convertire il centro di accoglienza di via Pietrasantina in uno spazio per l'emergenza abitativa. La proposta è stata lanciata dai profughi della guerra in Libia ospiti della struttura della Croce Rossa, che ieri, insieme a Rebeldìa, Africa Insieme e Unione Inquilini, sono scesi in piazza con un presidio alle Logge dei Banchi per sensibilizzare la città sulla loro situazione. Quando due anni fa sono arrivati in Italia, i ragazzi originari del Ciad e del Mali hanno iniziato il percorso per chiedere lo status di rifugiato politico. Lo scorso 28 febbraio è però scaduto il periodo di accoglienza garantito e ad una decina di profughi è stato chiesto di lasciare la struttura di via Pietrasantina senza i documenti necessari per circolare in Italia ma con una “buonuscita” di 500 euro. Somma che hanno rifiutato («non vogliamo soldi, ma vivere in Italia con il nostro lavoro») iniziando ad autogestire il centro. L'idea lanciata ieri è quella di ristrutturare il campo: togliere i container, bonificare l'area e allestire moduli abitativi decenti, partecipando a bandi regionali e nazionali per ricevere i finanziamenti necessari e mettendo a disposizione il loro lavoro e le loro competenze, creando così uno spazio per l'emergenza abitativa destinato alle famiglie straniere e italiane vittime di sfratto, che potrebbe innescare anche un meccanismo virtuoso di integrazione e solidarietà. Per mettere in campo il progetto o cercare altre soluzione per risolvere l'emergenza dei profughi, le associazioni chiedono l'immediata convocazione di un tavolo per un confronto con le istituzioni e soprattutto con il Comune, che, però, «rifiuta il dialogo», denunciano le associazioni attaccando l'assessore alle politiche sociali, Ciccone. «Dovrà rispondere sulle accuse rivolte all'interprete (l'assessore aveva interrotto un incontro con i profughi perché «il loro interprete non riferiva con fedeltà le mie parole», nda) – dice Sergio Bontempelli, presidente di Africa Insieme – e sostenuto che la protesta dei profughi mette a rischio i loro permessi di soggiorno: tesi falsa perché il permesso può essere revocato solo in presenza di reati gravissimi». «Tutto quello che chiediamo è discutere con le istituzioni e trovare una soluzione – aggiunge Francesco Auletta di Rebeldìa – perché lunedì scorso la Croce rossa ha chiesto di sgomberare il centro e la situazione rischia di degenerare». Alcuni nodi potrebbero essere sciolti già domani. Il Comune infatti fa sapere che, insieme alla Provincia, incontrerà i profughi.

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa