Il Tirreno

Pisa

Roulotte e casa mobile senza il posto dove stare

di Luca Lunedì
Roulotte e casa mobile senza il posto dove stare

La situazione paradossale di due giostrai: lo spazio che era stato assegnato loro è stato occupato dai profughi, così le loro abitazioni sono finite in un deposito

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PISA. Quando si dice «mi hanno portato via la casa». Letteralmente. È la situazione paradossale che stanno vivendo James e Silvia Pozzi, i quali la mattina di sabato hanno visto i vigili prendere il modulo abitativo che avevano acquistato e portarlo via per chiuderlo nel deposito di Ospedaletto. Storia di un permesso negato che si incrocia con la cronaca più attuale. La giovane coppia di giostrai (hanno le giostre a Calci) è da anni residente nell'area esterna del parcheggio di via Pietrasantina, come certificato dai rispettivi documenti di identità. Nell'area abitava tutta la famiglia, nove persone fra suoceri e cognati, poi il numero è calato fino a contare solo la coppia con i due figli piccoli. Il Comune ha da tempo segnalato loro l'esigenza di liberare lo spazio che aveva concesso per poter ampliare il parcheggio, proponendo ai coniugi prima una sistemazione nelle case popolari, e poi un terreno dove disporre le roulotte che formano la loro abitazione. A costo di molti sacrifici la coppia ha acquistato un modulo abitativo prefabbricato da poter impiantare nel terreno promesso. Ma ecco che la loro pacifica vicenda si intreccia con il caso. Già, perchè l'area che doveva essere destinata loro è proprio quella della Croce Rossa che i profughi maliani e ciadiani stanno occupando e che non hanno intenzione di lasciare fino a quando il Comune non li riceverà. Così, in via provvisoria i Pozzi si fanno consegnare la casa nello spiazzo che occupano attualmente, pagando di tasca loro il trasporto eccezionale, ma il permesso non si trova e così i vigili urbani sono costretti a intervenire e sequestrare mezzo e casa. «Io non ce l'ho con i vigili, fanno solo il loro mestiere e anzi sono stati anche molto comprensivi – spiega Elisa - chiedo solo di poter riavere casa mia. Abbiamo due figli piccoli, uno di 5 anni e la minore appena 2 mesi, e ho dovuto ammassare le loro cose nella roulotte piccola, ma così è difficile andare avanti. Ci piove dentro e fa freddo, li ho dovuti mandare a dormire dalla nonna a Lucca». Mentre parliamo passano diverse pattuglie dei vigili a controllare la situazione: «Da sabato è così, ci controllano, so che lo devono fare. Io ho provato inutilmente a parlare con l'assessore Ciccone. Per fortuna i servizi sociali ci stanno dando una mano e sono disponibili, anche perchè noi non abbiamo fatto nulla di male. Ci hanno detto che quella sarà casa nostra e ci va bene, ma se poi manca un permesso, è tutto inutile». Nel frattempo ci mostra una piccola roulotte, anche questa ha visto tempi migliori, e ci fa vedere il contenuto: «Me la sono fatta prestare, in quattro in una sola non ci stiamo. Per fortuna i vicini ci hanno prestato alcune cose per cucinare e vestirci, le mie sono nella casa che stanno trattenendo. Chiediamo solo un minimo di elasticità, alla fine se il campo è occupato non è colpa nostra». Nel pomeriggio ci richiama, la situazione è peggiorata: «Non ci crederai, mi hanno portato via anche la roulotte che mi ero fatta prestare, dentro c'era tutto quello che avevamo, io non ho i vestiti per cambiarmi domani. Pensa che i vigili hanno fatto una colletta per pagare il carro attrezzi che l'ha portata via». Ricapitolando: due case sequestrate e il terreno che spetta loro occupato. Vaglielo a spiegare che è solo un problema burocratico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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