Il Tirreno

Pisa

Evasione, Equitalia cerca oltre dodicimila debitori

di Pietro Barghigiani

Cartelle esattoriali per i diritti annuali della Camera di commercio non pagati L’importo da recuperare riferito al 2010 si aggira intorno ai due milioni di euro

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PISA. Evasori consapevoli, distratti o per bisogno non fa differenza.

La Camera di commercio ha inviato alla concessionaria dei tributi Equitalia l'elenco dei titolari di aziende o partite Iva di cui non risulta il versamento del diritto camerale per il 2010. E in questi giorni stanno arrivando a destinazione le 12.547 cartelle esattoriali spedite ai morosi che in totale devono versare all’ente camerale almeno 2 milioni di euro.

Le regole. La principale fonte di entrata delle Camere di commercio è il diritto annuale, che è commisurato, per quanto riguarda le società, al fatturato conseguito nell'anno precedente a quello dell'imposizione del tributo, mentre per le imprese individuali è in cifra fissa. Dallo scorso anno devono pagare 30 euro all’anno anche i soggetti iscritti al Rea (repertorio economico amministrativo).

Pagatori spontanei. Nonostante una crisi conclamata, la riscossione spontanea del diritto annuale ancora tiene: a fronte di un'entrata 2010 di circa 9 milioni e 600 mila euro, la Camera ha registrato una percentuale di riscossione del 78%, di poco inferiore alla media toscana 2010 (80%) e leggermente in flessione rispetto al 2009 (dato provinciale: 80% - dato regionale 81%).

Equitalia bussa alla porta. Scaduti i 60 giorni a partire dalla notifica dell'atto, Equitalia darà il via alle azioni di recupero forzoso con pignoramenti e fermi amministrativi di auto e moto.

I numeri. Dalla banca dati camerale, le cui adesioni superano le 50mila iscrizioni, è stata redatta una lista con i nomi di chi non ha saldato l'iscrizione per l'anno preso in esame. Si tratta di 12.547 artigiani, piccoli imprenditori, rappresentanti e titolari di aziende. L'importo stimato della morosità si aggira sui 2 milioni di euro. Soldi che l'esattoria ora arriva a chiedere con le ingiunzioni dall'importo variabile da poco più di cento a svariate centinaia di euro. Al conto vanno aggiunti gli interessi di mora e l'aggio che spetta all’esattoria.

I morosi. Non manca una quota di evasori - ditte regolarmente attive che hanno scelto di non pagare - ma una delle casistiche più frequenti è quella dell'impresa cessata ma non cancellata che non sapeva di dover versare i diritti camerali. Una situazione che può essere fonte di malintesi ed equivoci: eredi chiamati a pagare per ditte chiuse da anni, pensionati costretti a rispolverare la documentazione aziendale a caccia di prove di pagamento, gente che non ne vuol sapere perché non ha più l'impresa.

I controlli. Sistemato il 2010 e affidato l’elenco degli evasori a Equitalia, alla Camera di commercio sono in corso di elaborazione le procedure per l'iscrizione a ruolo delle irregolarità sul diritto annuale 2011. «Chiunque abbia interesse a regolarizzare la propria posizione evitando i costi aggiuntivi con l'emissione della cartella esattoriale può rivolgersi all’ufficio che si occupa del diritto annuale – informa l’ente camerale – scrivendo a diritto.annuale@pi.camcom.it o telefonando allo 050 512.242 - 243 - 321». È sempre possibile regolarizzare il diritto annuale 2012 ricorrendo ravvedimento operoso. Si versa il diritto omesso con l’aggiunta degli interessi pari al 2,50% annuo e della sanzione del 6%.

I ricorsi. Nel caso in cui si ritenessero gli importi iscritti a ruolo non dovuti, in tutto o in parte, è possibile richiedere il riesame in autotutela della cartella esattoriale entro 60 giorni dalla data di notifica. Negli stessi termini è possibile anche ricorrere alla commissione tributaria provinciale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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