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Pisa

Truffa, dipendenti comunali sotto processo

Truffa, dipendenti comunali sotto processo

L’accusa: lavoravano per privati in orario d’ufficio. Sette a giudizio dopo le lettere del “corvo”

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PISA. Slitta a novembre il processo a carico di sette dipendenti comunali accusati di truffa e appropriazione indebita. La mancata notifica ad alcuni imputati ha costretto il giudice Donato D’Auria a fissare una nuova udienza del dibattimento che nasce come uno dei tronconi del procedimento penale scaturito dalle lettere spedite nel maggio 2009 da un “corvo” che volteggiava su Palazzo Gambacorti.

Gli imputati. A giudizio sono finiti Stefano Bacci, 52 anni, nato a Livorno; Massimo Bucchioni, 67 anni, originario di Livorno, ora in pensione; Delfo Fruzzetti, 56 anni, di Pisa, Paolo Mannaioni, 57 anni, di Pisa, Roberto Marchi, 59 anni, di Pisa, Mauro Vettori, 51 anni, di Pisa, Alvaro Ricoveri, 53 anni, pisano, ex gloria calcistica del Pisa.

Le accuse. I capi di imputazioni contestati a vario titolo agli imputati sono quelli di truffa e appropriazione indebita. Per la Procura gli operai comunali, pur essendo stati autorizzati a svolgere altre attività al di fuori dell’orario di lavoro, avrebbero prestato la loro opera al servizio dei privati durante fasce orarie per le quali erano già pagati dal Comune. Accuse che gli avvocati dei sette imputati respingono.

Gli episodi. L’inchiesta, diretta dal sostituto procuratore Giovanni Porpora, mise nel mirino le condotte dei dipendenti comunali per l’allestimento di varie edizioni della Luminaria, quelle dal 2004 al 2007, per i montaggi delle tribunette in occasione del Gioco del Ponte, per il palio di Buti e uno spettacolo di Roberto Benigni. Al centro dell’inchiesta finì soprattutto il ricorso allo straordinario per quanto i montaggi, secondo l’accusa, fossero avvenuti in orario di lavoro.

L’inchiesta. Le indagini, poi sfociate in quattro tronconi di inchiesta, furono favorite nel maggio 2009 con l'arrivo di lettere anonime, su presunte spese allegre in Comune, recapitate in vista del Giugno Pisano. Nel mirino del corvo e degli inquirenti finì il dirigente Daniele Berti, che andò in pensione di lì a poco. In un processo Berti e Guido Vannozzi, 49enne di Lari, legale rappresentante dell'azienda Ciandri di Terricciola, devono rispondere di truffa, turbativa d'asta e abuso d'ufficio in concorso nell'ambito degli appalti per i fuochi d'artificio del Giugno Pisano. Per l’accusa i due, fra il 2003 e il 2008, avrebbero “pilotato” le gare.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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