Proteste
Quando Roberta scoprì il tradimento
Sul diario scrisse del marito: «Ha detto una bugia: ha un’amante». Ecco la lista della spesa stilata la sera della sparizione
PISA. Le ultime righe scritte prima di sparire. Pubblichiamo per la prima volta la foto della lista della spesa che Roberta Ragusa preparò la sera del 13 gennaio 2012, poco prima della scomparsa. Usò due penne di colore diverso, blu e nero. Un’aggiunta finale in quello che resta l’ultima testimonianza della donna.
Altre volte Roberta aveva scritto. Pensieri intimi di un’unione matrimoniale al capolinea. «Evento strano. Ha detto una bugia: ha un'amante».
Lo scriveva nel luglio del 2011, sull'agenda che la donna usava come un diario. Il tarlo della gelosia verso il marito lo aveva in testa da tempo e lo aveva detto a sua cugina Sonia Alpini, due mesi prima, a maggio. «L'ho sorpreso a parlare al cellulare affettuosamente con qualcuno e parlava di pratiche di autoscuola: che la sua amante sia Sara?» Non è possibile: avevano concluso ambedue le donne. Per l'imprenditrice svanita nel nulla nella notte fra il 13 e il 14 gennaio del 2012, mettere in dubbio l'amicizia decennale con la baby-sitter sarebbe stato troppo. Non poteva crederci. Sarebbe stato un doppio tradimento, dell'uomo e della ragazza, un tradimento che le avrebbe sconvolto la vita più di quanto era già tormentata da un matrimonio alla deriva, icona della fine di un sogno di famiglia felice vagheggiato da sempre.
La frase è una delle tante che Roberta annotava minuziosamente nell'agenda che usava ogni giorno. Per il 2011 un'agenda a pagina intera, per il 2012 una più piccolina, tipo borsetta, ma che non le aveva impedito però di continuare a segnare in modo quasi maniacale non solo i suoi impegni, ma anche quel che faceva nella giornata e tutti i pensieri su quanto le accadeva. La stessa agenda su cui scrive, due giorni prima di scomparire: «Tragedia: caduta dalla scala!!»
Quando in Roberta si insinua di nuovo il sospetto del tradimento è una domenica di luglio. Antonio Logli - il marito, 49 anni, indagato per omicidio volontario dal 7 febbraio dell'anno scorso - le dice che va in autoscuola. È pomeriggio. Lei però si mette in sospetto, perché l'uomo porta via con sé un giubbetto e il portafogli. «Se andasse in autoscuola che senso avrebbe farlo?» annota la signora Ragusa. Poi aggiunge: «Evento grave: ha detto una bugia, ha un'amante». Questa e altre frasi che Roberta ha segnato sui suoi diari quotidiani - tutti acquisiti dai carabinieri, i quali indagano sulla sua scomparsa - sono al centro delle indagini. E al centro delle indagini, che hanno visto di recente due perquisizioni nelle case e negli uffici dei Logli, in via Dini a Gello, ci sono alcune lettere che la donna aveva scritto al marito, lettere disperate in cui parla delle sue delusioni e di questo amore finito nonostante fosse stato grande da parte di tutti e due. Le lettere di Roberta sono state acquisite insieme ad alcuni abiti, un giubbetto scuro di Antonio, forse lo stesso che portava quella maledetta notte in cui la moglie è stata ingoiata dal nulla, e alcuni pigiami rosa di Roberta che erano in casa, due per l'esattezza, portati via suscitando lo stupore dell'uomo. Perché le indicazioni dei familiari erano che Roberta quella notte, prima di sparire, indossasse un pigiama-tutina rosa e un paio di scarpe da tennis, le uniche cose che secondo la figlia della coppia, Alessia, 11 anni compiuti senza la sua mamma, mancavano da casa insieme al famoso caricabatterie ora in mano ai Ris.
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