Sicurezza
Porto, i terreni comunali spaccano il consiglio
Dopo ore di discussione quattro consiglieri dell’opposizione abbandonano l’aula È mancato così il numero legale (erano solo 18) e non c’è stata alcuna votazione
PISA. Dopo ore di discussione, alla fine è mancato il numero legale e di conseguenza non c’è stata alcuna presa d’atto sul lavoro fatto dalla prima commissione di controllo e garanzia sul tema del pagamento dei terreni comunali inseriti nel porto di Marina.
Alcuni consiglieri credevano che si andasse alla votazione delle due relazioni (di maggioranza e minoranza), ma il regolamento non lo prevede e da qui i consiglieri comunali che fino alle 20,30 erano 22 (21 è il numero legale per votare) sono diventati 18 poiché per protesta sono usciti Maurizio Bini (Rc), Silvia Silvestri (Pdl), Diego Petrucci (candidato sindaco della lista “Noi adessoPis@”) e Roberta Luperini (Fli). Ma al di là del finale (la presa d’atto del lavoro della commissione sarà votata al prossimo consiglio) quel che pesa della giornata di ieri è un pesante strascico di invettive e botta e risposta in cui l’assessore Fabrizio Cerri si è trovato a fronteggiare l’opposizione che ha incalzato l’amministrazione sulla presunta mancata riscossione dei terreni comunali che ricadono nell’area alle spalle del porto e sono inseriti nella costruzione di parcheggi e servizi necessari alle future case. L’accusa è che il Comune avrebbe già dovuto avere riscosso i 3 milioni e 700mila euro (valore stimato di quei terreni) che non sarebbero stati chiesti per non intralciare la realizzazione del porto. «Non è così - ha tuonato Cerri - per me la legge e il rispetto della legge valgono sempre anche nei confronti di chi viola un contratto se la violazione è stata accertata. Il pericolo era che si costruissero prima le case senza il porto e questo noi lo abbiamo scongiurato. È stato tutelato l’interesse pubblico, non c’erano interessi superiori o sotterfugi. Non c’è un’imprenditoria assistita e una che rischia come ha detto Silvia Silvestri». E poi, ha aggiunto: «Invito tutti, se qualcuno ha violato la legge di andare fino in fondo e vedremo».
«Raccolgo l’invito» si è sentita una voce fra i banchi e Cerri ha replicato «Raccogli pure». Vedremo se si rimarrà nell’ambito delle battute e se il caso approderà davvero alla magistratura.
Riccardo Buscemi, presidente Pdl della commssione, ha aperto la lunga fila di interventi riepilogando il lavoro fatto: la relazione di maggioranza fatta da «un lungo preambolo che narra come si è arrivati al porto» e la relazione di minoranza «che arriva subito ai fatti» evidenziando come «in Comune sono emerse due posizioni diverse secondo cui per l’urbanistica non c’è un termine perentorio al pagamento, mentre dall’altra parte la direzione patrimonio chiede alla società privata di pagare e chiede anche il pagamento dell’indennità di occupazione».
Maurizio Bini, capogruppo di Rifondazione comunista, ha sottolineato che «non ci deve essere disparità, non ci può essere una ragione superiore che invita ad un atteggiamento diverso» riferendosi ai tanti morosi che rischiano lo sfratto. Tasto, quello della presunta disparità, ripreso anche da Silvia Silvestri che ha parlato di «imprenditoria assistita» o dallo stesso Diego Petrucci che ha parlato di un’amministrazione «forte con i deboli e debole con i forti».
Michele Di Lupo (Pd) che ha votato la relazione di maggioranza ha sottolineato che « i terreni sono sempre nella disponibilità del Comune e i soldi non si possono riscuotere».
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