Il Tirreno

Pisa

I quartieri al centro del programma Filippeschi accelera

di Francesco Loi
I quartieri al centro del programma Filippeschi accelera

Dopo le politiche riparte la corsa per le amministrative Il sindaco annuncia un piano specifico per ogni Ctp

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PISA. Riflettori sui quartieri. Ci sarà un programma del sindaco. Ma anche ogni Ctp (centri territoriali di partecipazione) ne avrà uno proprio. Mirato. Accelera la campagna elettorale di Marco Filippeschi e prende anche questa caratteristica di “politica dal basso”. Accanto ai grandi temi (ad esempio Pisa tra le prime dieci città italiane per innovazione e tra le prime cinque per turismo) ecco tra gli obiettivi anche «le piccole cose, quelle da cui dipende il decoro dei quartieri e che le persone percepiscono pure in termini di maggiore sicurezza».

E’ la controffensiva di Filippeschi dopo le elezioni politiche e nel mutato scenario dei consensi targati Grillo. Il sindaco va contro certi palazzi romani: «Anni di confronto con i governi ci hanno dato la sensazione della lontananza e dell’assenza di quelle istituzioni. Ho toccato con mano da sindaco la crisi della politica, così mi spiego l’ultimo esito elettorale. Il Museo della navi antiche, il progetto caserme, i poliziotti che mancano: Pisa ha vari fronti di cui lamentarsi. Con la Regione invece c’è una grande sintonia».

Un pensiero ai grillini, senza nominarli, e un altro tasto forte della sua campagna elettorale: cinque anni di esperienza da mettere sul tavolo. «Non sottovalutiamo niente e nessuno, ma pensiamo di essere più credibili per quello che abbiamo fatto, per le relazioni che abbiamo costruito. Sono fiducioso nella capacità dei cittadini di valutare questo mandato, svolto nella continuità rispetto al mio predecessore, ma anche nella novità, come i Piuss e Ikea».

Filippeschi (con la sua coalizione: Pd, Psi, Idv, Lista civica) rilancerà in questi giorni la campagna d’ascolto. Entro il 31 marzo sarà pronto il programma. Qualcosa il sindaco anticipa, per il resto tiene nascoste diverse carte «altrimenti ci copiano».

Cinque i punti base per il periodo 2013-2018. Uno: città contro la crisi, che mantiene crescita di qualità e coesione sociale. Due: città che partecipa e fa buona amministrazione, trasparente e accessibile. Tre: Pisa stabilmente tra le prime dieci città italiane dell’innovazione («puntiamo ad essere tra le fondatrici di un club europeo tra le città innovative di dimensioni simili alle nostre come Cambridge, Graz, Saragozza», dice Filippeschi). E poi: Pisa tra le prime cinque città per turismo di qualità («subito dietro Roma, Firenze e Venezia deve esserci il nostro posto. Ma ai Comuni deve essere data la centralità nelle politiche del settore»). Infine, ma non ultimo, «Pisa città della qualità urbana e dei quartieri vissuti e vivibili», attraverso «un piano di interventi zona per zona capace di elevare gli standard: dobbiamo fare di più».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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