Il Tirreno

Pisa

«Ora cambio sesso e non voglio il nome sul libretto d’ateneo»

di Carlo Venturini
«Ora cambio sesso e non voglio il nome sul libretto d’ateneo»

Protesta con l’Università una studentessa “in transizione” Il sindacato Sinistra Per... lancia un appello al rettore

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PISA. «Non voglio il mio nome da donna sul libretto universitario».

È la protesta e l’appello al rettorato che è stato fatto da una studentessa di 29 anni che, nata donna, sta per cambiare sesso. Questa situazione di grave disagio, è stata raccolta subito dal sindacato studentesco di “Sinistra Per...” che sostiene con forza la richiesta della studentessa.

La ragazza, la quale non vuole rivelare l’idendità a tutela della privacy («Non ne ho neppure parlato coi genitori», ha fatto sentire la sua voce di protesta nel sito web “Giornale-Il Referendum”.

La studentessa ha denunciato il suo grave imbarazzo nel dover presentare il libretto universitario e quello della mensa dove viene riportato per esteso il nome anagrafico. Da qui è partita la sua richiesta agli uffici amministrativi dell’ateneo per abbreviare o far riportare solo il numero di matricola.

Dall’Università le avrebbero risposto che il libretto è un documento identificativo e quindi le sue richieste sono state rigettate.

«Noi sappiamo – dicono da Sinistra Per... – che all’Università di Torino è già possibile avere un doppio libretto studiato apposta per gli studenti in transizione».

In transizione, sono quelle persone che sono nella fase di passaggio da un sesso all’altro sia perché si stanno sottoponendo ad un trattamento psicologico o ormonale e/o chirurgico.

«L’Università di Pisa - prosegue Sinistra Per... - è ancora indietro. Siamo venuti a conoscenza, attraverso la testimonianza diretta di uno studente, dell’impreparazione e inadeguatezza dell’Ateneo pisano riguardo alle difficoltà che gli studenti in transizione devono affrontare».

All’Università di Pisa ci sarebbero in totale tre studenti in transizione: due che stanno per passare da donna ad uomo mentre una persona sta facendo il percorso inverso.

Sulla questione interviene Sofia Fucci, studentessa di 22 anni, l’unica transessuale dell’Ateneo che ha deciso di rendere pubblica la sua storia e il suo nome, anche se non vuole rivelarci le sue generalità da uomo.

«Sono anch’io in transizione - spiega - cioè mi sono stati prescritti gli ormoni ed ho subito sulla mia pelle le “sghignazzate” delle persone che lavorano a mensa ed in biblioteca».

Fucci, sin da quando si è resa conto che il suo nome da uomo non le apparteneva, si è vestita da donna e così si è presentata pubblicamente ovunque.

«La nostra vita è già complicata – spiega Fucci – perché l’Università ce la vuole ulteriormente rendere gravosa?».

All’ateneo di Bologna il doppio libretto è già realtà.

«Mi auguro che l’Università di Pisa inizi questo percorso – conclude Fucci - e non si trinceri semplicemente dietro al fatto che dovrebbe prima essere cambiata la carta d’identità perché i libretti universitari non sono identificativi, esempio è che non posso prendere un aereo semplicemente mostrando il libretto universitario».

Fucci sostiene inoltre che sono molti gli studenti in transizione, solo che non rendono pubblico il loro disagio proprio perché non trovano una sponda nelle istituzioni accademiche.

«È vergognoso che non si ponga sufficiente attenzione, anzi, che non ci si prefissi di tutelare i diritti dell’universalità degli studenti. La questione deve infatti essere affrontata curando tutti gli aspetti della vita universitaria», scrive in una nota Sinistra Per... che è decisa a portare fino in fondo questa campagna di sensibilizzazione sull'ateneo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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