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La vicenda dell’amianto finisce in Regione

La vicenda dell’amianto finisce in Regione

PISA. «Qual è lo stato dell'arte dell'annunciata delibera della Regione Toscana che istituisce in ogni azienda sanitaria un ambulatorio specializzato per la sorveglianza sanitaria degli ex esposti...

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PISA. «Qual è lo stato dell'arte dell'annunciata delibera della Regione Toscana che istituisce in ogni azienda sanitaria un ambulatorio specializzato per la sorveglianza sanitaria degli ex esposti all'amianto?».

Lo chiedono, in un'interrogazione alla Giunta regionale depositata ieri pomeriggio, Maria Luisa Chincarini, capogruppo di Centro Democracatico, e il consigliere regionale Rudi Russo, dopo che la magistrutura ha stabilito un primo risarcimento di 600mila euro per le famiglie di due ex dipendenti della sede pisana della multinazionale Saint-Gobain, morti di mesotelioma nel 2007. I consiglieri chiedono anche chiarimenti su «quanto sapesse l'azienda Saint-Gobain dei rischi che correvano i lavoratori e cosa abbia fatto per proteggerli».

«Risulta da notizie stampa che i lavoratori della Saint-Gobain hanno lavorato per anni con le mani nell'amianto, per coibentare i forni, per trapanarlo, per romperlo prima di smaltirlo», si legge nell'interrogazione. «Addirittura, alcuni lavoratori usavano le lastre nuove per coprire il tavolo dove mangiavano durante i turni di notte».

«Dopo un accordo con la Asl pisana e la medicina legale dell'azienda ospedaliera, nel 2011 sono iniziati gli accertamenti. Ci sono 200 persone che dal 2011 fanno visite ed esami periodici per intercettare in tempo le malattie professionali dovute all'amianto. Tra un terzo e un quarto di loro hanno già problemi respiratori e in due anni sono stati diagnosticati altrettanti tumori della pleura», spiegano i consiglieri di Centro Democratico.

«Tra gli ex lavoratori della Saint-Gobain la Asl riscontra la stessa percentuali di patologie registrate ad esempio in chi ha lavorato ai cantieri del porto di Livorno o alla centrale Enel di Larderello: tra il 25 e il 30% sviluppano una patologia direttamente correlata all'amianto. Si tratta nella stragrande maggioranza di problemi benigni come le placche pleuriche o l'asbestosi o più raramente il tumore del polmone».

«A livello regionale, la medicina del lavoro delle Asl toscane segue ben mille persone a rischio con controlli periodici. Nel 2011 e nel 2012 ci sono stati rispettivamente 90 e 80 casi di mesotelioma in Toscana e non si sono mai contate così tante morti per il tumore dovuto all'amianto. Nonostante si parli di contaminazioni avvenute in passato, la tendenza all'aumento dei casi è nazionale e, secondo alcuni esperti, rappresenta il picco, secondo altri ci vorranno ancora alcuni anni per raggiungerlo, e anche in Toscana i morti per amianto sono più di quelli sul lavoro», concludono i consiglieri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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