Sicurezza
Bici elettrica con l’acceleratore, maximulta
La ciclista non sapeva che per alcuni modelli occorrono la patente e il casco: la salva il giudice
PISA. State comprando una bici elettrica? Ottima idea, ma accertatevi che il modello corrisponda alle vostre esigenze. In particolare, se ne comprate una con la manopola dell’acceleratore (quindi non con la semplice pedalata assistita), dovete avere la patente e dovrete usare il casco. Se n’è accorta a proprie spese una signora di Cascina che ha subìto la confisca del mezzo (comprato nel 2006 per 450 euro) più 1500 euro di multa. Alla fine, assistita dall’avvocato Franco Franconi, ha dovuto fare causa alla concessionaria che le aveva venduto il mezzo, sostenendo la difformità delle caratteristiche del velocipede (si chiama davvero così, ndr) a lei venduto rispetto a quelle richieste, per vedere riconosciuta la sua buona fede.
La causa è stata discussa davanti al giudice di pace di Pisa Flavio Ceccarini (sentenza 1454/12). La donna sosteneva di aver chiesto a suo tempo alla concessionaria una bicicletta elettrica a pedalata assistita; il venditore le aveva mostrato un modello precisando che, trattandosi di una bicicletta comune e non di un ciclomotore poteva essere condotto senza patente di guida.
Ma in seguito a un incidente, la Polizia Municipale di Cascina l’aveva stangata rilevando che la bici era «dotata di una manopola del gas in grado di azionare il movimento del veicolo senza necessità di pedalata» e quindi rientrava nella categoria dei ciclomotori.
Nel corso del giudizio, la concessionaria ha eccepito che la cliente aveva comprato il mezzo (con motore elettrico da 250W; velocità massima di 25 Km7H; sistema di pedalata assistita); corredato di certificato di conformità, rilasciato dalla ditta produttice, alle norme del codice della strada. Aveva pertanto venduto il velocipede alla donna così come le era stato fornito dal costruttore; non erano pertanto necessari alcuna immatricolazione, documento di circolazione, patente di guida e uso del casco.
Ma il giudice, dopo la testimonianza degli agenti della polizia municipale di Cascina e di due altre persone, ha dato ragione alla donna: secondo la sentenza, all’atto dell’acquisto la manopola dosatrice c’era e l’addetto alla vendita aveva precisato che non era necessaria la patente di guida o il casco per condurlo.
Du qui la decisione del giudice Ceccarini: risoluzione del contratto, risarcimento delle multe e circa 1300 euro di spese legali a carico della concessionaria.
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