Sicurezza
Oggi a Marina l’addio a Paradossi anima e cuore della storia di Pisa
PISA. Galeotta fu l'onda sulla barca: ingoiato dall'Arno, subito riemerso con il microfono spento in mano. Flash tragicomico, di uno smisurato affetto, di Sergio Paradossi, spentosi sabato scorso all’...
PISA. Galeotta fu l'onda sulla barca: ingoiato dall'Arno, subito riemerso con il microfono spento in mano. Flash tragicomico, di uno smisurato affetto, di Sergio Paradossi, spentosi sabato scorso all’ospedale di Cisanello. Quell’amore viscerale per Pisa lo aveva tradito (per troppo zelo, fino a perdere l'equilibrio) durante una diretta della Regata, il suo vocione ammutolito sui lungarni stracolmi di gente. E lì divenne ancora di più un mito.
Con lui se ne va un'altra figura di quella Pisa che sta progressivamente cambiando pelle. Restano le tradizioni di una città che è stata anche una grande potenza marinara, ma scompaiono i personaggi che a modo loro le hanno fatte grandi. Ce ne sono sempre meno, anzi sono in via di definitiva estinzione.
Sanguigno, attaccato alla sua Pisa e alla sua Marina dove ha fatto l'operaio alla Motofides, Sergio ha sempre avuto la passione per il giornalismo.
Collaboratore prezioso del Tirreno (quante notizie ci ha dato in esclusiva, grazie alla sua passione e alle sue moltissime conoscenze!): sul litorale, sul Pisa calcio, sul Gioco del Ponte, sui fatti di nera e così via. Aveva saputo fare bene anche il pubblicitario, fino a diventare direttore della filiale della Manzoni di Pisa.
Ma il suo pallino è sempre stato il giornalismo. Certo, aveva manie di protagonismo, voleva stare sempre in prima fila, anche nell'affettuosa disputa con l'altrettanto "pisano doc", l'immarcescibile fratello Aldo: «Io non sono suo fratello, è lui mio fratello».
Me lo ricordo scomparire dentro il suo enorme cappello da Generale del Gioco del Ponte: clownesco sì, ma shakespeariano. Nel Gioco, ma più in generale nelle manifestazioni folcloristiche e sportive, ha sempre dato generosamente tutto se stesso.
Odiavo l'odore del suo sigaro puzzolente, ma quando non lo sentivo nell'aria in redazione (allora si poteva fumare) mi mancava, ci mancava a tutti qualcosa. La sua presenza era accattivante, sapevamo come farlo incazzare: per divertirci, per ruzzare un po'. Anche nei posti di lavoro queste atmosfere oggi si respirano sempre meno: è lo specchio dei tempi.
Amava Pisa, di più Marina. Per lui dover lasciare la sua casa di via dell'Ordine di Santo Stefano, a due passi dal mare, un bel po' di anni fa, è stato il suo tormento più grande. Un tracollo emotivo che ne ha segnato anche la salute. Gravemente malato da tanto tempo, ha avuto sempre vicini sua moglie e i suoi due figli che si sono dedicati a lui anima e corpo.
E a Marina di Pisa ha voluto che si compisse il suo ultimo viaggio: i funerali si svolgeranno oggi alle ore 15 nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, nella omonima piazza. Addio Sergio, ci mancherai molto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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