Il Tirreno

Pisa

Chiesa profanata e il prete non vota per protesta

di Sabrina Chiellini
Chiesa profanata e il prete non vota per protesta

Don Ghelardi attacca i politici dall’altare: «Non siamo nemmeno più liberi di tenere le parrocchie aperte». Il prefetto: «I volontari faranno vigilanza»

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SAN FREDIANO. L’arcivescovo di Pisa, monsignor Giovanni Paolo Benotto, ha celebrato - ieri mattina - la messa nella chiesa di San Frediano a Settimo, profanata dai ladri.

Una messa di riparazione che ha permesso al parroco, don Dario Ghelardi, di tornare a dire messa all’altare principale dell’edificio di culto dove giovedì i ladri hanno rubato due pissidi contenenti numerose ostie e la porta del tabernacolo. Difficile non pensare, ha riflettuto monsignor Benotto nell’omelia, che dietro i “semplici” furti possa esserci qualcosa di molto più grave, legato ai riti satanici.

Prima della messa l’arcivescovo ha incontrato il prefetto di Pisa, Francesco Tagliente. Un’occasione per riflettere su alcuni episodi di violenza sacrilega avvenuti nelle chiese della provincia. Nelle ultime ore, fra l’altro, sono avvenuti furti anche nelle chiese di Cascina e San Lorenzo alle Corti.

«Dopo gli ultimi furti avvenuti nelle chiese a Pisa, la Prefettura e le forze di polizia mettono in campo nuove mirate misure – ha detto il prefetto –. L'azione di prevenzione e contrasto della polizia e dei carabinieri consisterà nello svolgimento di indagini specifiche, soprattutto nei confronti di soggetti con precedenti per reati contro il patrimonio ed in particolare per furto e ricettazione di articoli religiosi, e nel pattugliamento selettivo, affiancato da un'attività di vigilanza da parte degli operatori volontari dell'associazione carabinieri e della polizia di Stato in congedo».

Un punto fermo: al momento «il gruppo antisette della Squadra Mobile e gli investigatori dell'Arma escludono che i furti siano riconducibili a finalità sataniche», ha aggiunto il prefetto che incontrando l’arcivescovo lo ha informato delle iniziative assunte sul piano investigativo, operativo e preventivo.

Ma l’offesa è sempre viva e il parroco di San Frediano anche ieri mattina, durante l’omelia della messa delle 11, ha chiesto ai fedeli di avere a cuore la propria chiesa.

«Negli ultimi giorni ci sono stati troppi furti nelle chiese – ha detto il religioso – e anche stamani (ieri per chi legge, ndr) due chiese sono state violate. Saranno davvero semplici furti? Se sono arrivati a prendere Gesù nell’Eucarestia vuol dire che sono consapevoli, che ci credono e lo profanano per le messe nere».

Il parroco, anche se l’arcivescovo vorrebbe che le chiese restassero aperte durante il giorno, ha deciso di chiudere l’edificio di culto fino a quando non sarà messo in sicurezza, con telecamere e allarme.

«In questo Paese non c’è libertà – aggiunge il sacerdote – non siamo neppure più liberi di tenere le chiese aperte senza correre il rischio, non mi stancherò mai di ripeterlo, che vengano violate».

Anche dall’altare il prete non ha risparmiato accese critiche al Governo di Roma.

«I nostri politici, tutti quanti, non sanno fare il loro lavoro – ha aggiunto il sacerdote – non mi sento rappresentato da nessuno di loro. Per questo alle elezioni non ho votato. Sono andato al seggio esercitando un diritto, ma non ho preso le schede».

Una forte protesta per ribadire la richiesta di una maggiore presenza delle forze dell’ordine, ma anche di rispetto nei confronti della Chiesa.

«Anche se saremo costretti a tenere le porte chiuse delle nostre chiese non significa – è il pensiero di don Ghelardi – che la cristianità non è presente sulla scena del mondo».

Ora, dunque, la parola passa a chi fa le indagini, mentre è forte la volontà di cancellare l’offesa subìta con i furti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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