Il Tirreno

Pisa

«Se continua così dovremo chiudere»

Parroci preoccupati per i saccheggi nei luoghi di culto. «Studiano le nostre mosse per rubare»

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PISA. Nel mirino dei ladri e costretti a svolgere una duplice funzione. A quello di ministri del culto, i parroci devono affiancare il ruolo di sorveglianti per proteggere il patrimonio. Dopo l'ondata di furti di pissidi, ostie e oggetti sacri, tra i preti della città inizia a diffondersi preoccupazione. Il ladro (o la banda di malviventi) che ha preso di mira i luoghi sacri del territorio potrebbe infatti replicare i colpi che ha messo in atto negli ultimi giorni e costringere i parroci a provvedimenti estremi, come la chiusura delle chiese. «Bisognerebbe assumere delle guardie», commenta scherzando padre Tommaso, parroco della chiesa di San Francesco, che, ormai, si dice abituato al furto delle offerte. «Finché rubano le offerte posso anche passarci sopra – aggiunge – ma se iniziano a toccare gli oggetti e i beni, siamo costretti a prendere qualche decisione e non possiamo escludere la chiusura della chiesa quando non c’è la messa».

Nella maggior parte dei casi si cerca di prevenire l'intrusione di malintenzionati con la presenza fisica. «Ci assicuriamo sempre che ci sia qualcuno a sorvegliare – spiega don Franco Baggiani, parroco della chiesa di San Michele in Borgo –, guai a lasciare la chiesa incustodita». Ma c'è anche chi, come don Paolo, parroco della chiesa di Sant'Antonio, si è dotato di un impianto di videosorveglianza interno. «Ma non lascio mai la chiesa incustodita – sottolinea –. I controlli sono aumentati ma se i furti continuano si arriverà sicuramente alla chiusura delle chiese». «Siamo preoccupati – aggiunge padre Giuliano De Angeli, priore di Santa Maria del Carmine –. Nelle ore di apertura, siamo sempre presenti ma c'è gente che studia tutte le mosse per rubare qualcosa. Basta che ti assenti un attimo e...» Il problema di fondo secondo don Aldo Armani, rettore della chiesa dei Cavalieri è invece la mancanza di rispetto. «Con il miraggio di guadagnare qualcosa rubano senza tener conto che nelle pissidi ci sono le ostie consacrate e l'eucarestia – commenta –. Le chiese devono rimanere aperte ma si devono trovare anche i mezzi per impiegare i custodi».

Danilo Renzullo

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di Redazione Pisa