Il Tirreno

Pisa

Porto, il dilemma dei terreni comunali

di Giovanni Parlato

Approdano in consiglio le relazioni della commissione divise sui tempi del pagamento da imporre alla società costruttrice

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PISA. Al consiglio comunale di martedì prossimo approderà il lavoro della prima commissione di controllo e garanzia sul tema “Pagamento terreni comunali ricadenti nel piano di recupero ex Motofides Porto di Marina”.

La commissione, presieduta da Riccardo Buscemi (Pdl), ha approvato a maggioranza una relazione che sarà discussa dal consiglio insieme ad una relazione di minoranza. Un lavoro che si è prolungato per diversi mesi e che non si è concretizzato in una relazione unica e condivisa. La relazione di minoranza è stata votata dal presidente Buscemi e dai consiglieri Maurizio Bini (Rifondazione Comunista) e Sandro Modafferi (Sel). Tutti gli altri componenti la commissione, hanno votato a maggioranza il testo proposto da Michele Di Lupo (Pd).

Quest’ultimo testo compie una valutazione complessiva del lungo percorso che ha portato «ormai vicino al completamento delle opere per la realizzazione del porto...». Ricordiamo che la relazione porta la data del 12 dicembre e, ancora, la semi-inaugurazione del porto con l’allagamento del bacino avvenuta il 16 febbraio era ancora lontana. Il testo di maggioranza ricorda i vari passaggi, i vari enti che hanno preso parte all’iter istituzionale. Nella relazione, leggiamo che «le convenzioni approvate e stipulate dall’amministrazione comunale, anche quelle più recenti, non prevedono termini perentori ai fini dell’acquisizione, da parte del soggetto attuatore, delle aree che si trovano all’interno del piano...».. Più in là si legge anche: «Riteniamo che agli obblighi che derivano dalla convenzione il soggetto attuatore debba adempiere senza che questo spinga verso la risoluzione del contratto che, con l’annullamento di tutti gli atti amministrativi correlati, avrebbe come conseguenza il fallimento dell’operazione di realizzazione del porto turistico».

In pratica, si sceglie di non forzare la mano nei pagamenti dei terreni per timore che l’operazione della realizzazione del porto possa fallire. Timore che, dopo l’inaugurazione e le barche che arriveranno, non ha più ragione di esistere: il porto è stato costruito.

La relazione di minoranza si sposta su un asse diverso e, in pratica, chiede al soggetto attuatore, alla società “Boccadarno - Porto di Pisa”, di pagare i terreni nonché l’affitto per l’utilizzo che ne è stato fatto. «A sua volta votai a favore del progetto del porto così come Buscemi - afferma Sandro Modafferi - e dico questo perché non sono contrario all’operazione porto. Ho votato la relazione di minoranza perché ritengo che sia giusto che una persona o una società, pubblica o privata che sia, quando si rapporta col Comune e deve pagare, che paghi come sia dovuto. E bene fa l’amministrazione a chiedere quanto spetta. La relazione di minoranza riporta pari pari il lavoro eseguito dalla commissione e le audizioni espletate». Nella relazione ci sono le date delle lettere scritte dall’amministrazione a Boccadarno affinché paghi. Un lungo braccio di ferro in mano agli avvocati.

SUL SITO LE DUE RELAZIONI

DI MAGGIORANZA E MINORANZA

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