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Il miele di edera si aggiunge ai prodotti del Parco

Il miele di edera si aggiunge ai prodotti del Parco

VECCHIANO. Si è conclusa da alcune settimane, nel Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, la prima produzione di un prodotto agroalimentare del tutto particolare: il miele di edera. Tale...

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VECCHIANO. Si è conclusa da alcune settimane, nel Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, la prima produzione di un prodotto agroalimentare del tutto particolare: il miele di edera. Tale pianta, noto rampicante spesso coltivato anche per finalità ornamentali nelle nostre case, e presente in alcune zone del Parco, in particolare nell'area di Campaldo, ai margini della Tenuta di San Rossore, fiorisce nei mesi autunnali, con piccoli fiori bianchi che rilasciano nell'ambiente un profumo intenso.

La fioritura dell'edera, una delle ultime della stagione, è di vitale importanza per l'alveare poiché permette alle api di raccogliere un nettare ed un polline fondamentali per la costituzione delle scorte invernali, senza mettere a repentaglio la loro sopravvivenza. Quando il raccolto è abbondante, le api, dopo aver immagazzinato il miele nelle loro "cantine", riescono a produrre un miele molto aromatico, con persistenti note arboree, dal colore chiaro tendente al bianco, con una consistenza molto compatta, con un sapore ed un profumo ineguagliabili.

Da quest'anno il miele di edera va ad aggiungersi alla lista di prodotti di altissima qualità - che include già da vari anni il miele di spiaggia e quello millefiori - che aziende come Mieleria Toscana producono all'interno dell'area protetta: un fronte, assolutamente aperto, che vede il Parco come volano di un modello di sviluppo sostenibile a partire dalla valorizzazione dei prodotti zoo-tecnici, dell'agricoltura biologica e degli altri prodotti tipici come grano, pinoli e, appunto, miele.

Sono oltre duecento le imprese agricole nel Parco, che grazie ad esso vivono: «Il fatto- commenta il presidente Fabrizio Manfredi - che in passato non si sia riusciti a trovare un modo affinché tali aziende potessero fregiarsi di un titolo che darebbe un valore aggiunto a se stesse e ai propri prodotti, e al contempo far conoscere la denominazione del Parco anche al di fuori del territorio regionale e dei confini nazionali è certamente una criticità che deve essere superata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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