Il Tirreno

Pisa

Furti sacrileghi, ricettatori nel mirino

di Pietro Barghigiani
Furti sacrileghi, ricettatori nel mirino

I carabinieri hanno sentito sette persone dopo i colpi nelle chiese della diocesi. Aperta anche la pista delle messe nere

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PISA. Un’indagine complessa che spazia dal mondo della ricettazione a quello del furto per procurarsi materiale con cui celebrare messe nere.

Non escludono alcuna pista i carabinieri della Compagnia, guidati dal maggiore Stefano Bove, alle prese con i raid in sei chiese della diocesi. Una frequenza di furti sospetta. Sei colpi in una decina di giorni quelli conclusi dai ladri sacrileghi capaci di arraffare persino un frammento osseo del Beato Giuseppe Toniolo nella chiesa di San Martino. Una reliquia di grande valore religioso per la comunità parrocchiale, ma di scarso appeal nell’ambiente della ricettazione. A meno che il furto non sia stato commissionato da un collezionista di reliquie. Ipotesi improbabile che lascia il campo ad altri fronti di azione su cui sono impegnati gli investigatori.

I carabinieri hanno ascoltato sette persone. Sono i fedeli presenti nelle chiese durante le fasce orarie in cui sono stati commessi i colpi. Qualcuno vive a ridosso degli edifici di culto e potrebbe aver visto movimenti sospetti in entrata o in uscita. Altri verranno sentiti come persone informate sui fatti. Non aiuta i militari l’assenza di immagini. Fuori dalle chiese, vulnerabili per tradizione, non ci sono impianti di videosorveglianza.

Un convincimento dei carabinieri è che non ci sia un’unica mano dietro alla raffica di visite portate a termine in pieno giorno approfittando dell’apertura delle chiese.

Gli accertamenti hanno riguardato anche il mondo della ricettazione. È stata una delle prime mosse dei militari. Sondare l’ambiente che tratta oggetti rubati per sapere se qualcuno ha offerto il bottino trafugato nei giorni scorsi. Le pissidi, dove si conservano le ostie consacrate, in oro e argento, ma anche lampade dell’800, sempre in argento o le porticine dei tabernacoli, costituiscono un materiale ghiotto da proporre a ricettatori senza scrupoli pronti a smerciare fuori piazza la refurtiva infischiandosene della provenienza. Nel bottino delle incursioni sacrileghe compaiono, però, anche le ostie e la reliquia di Toniolo. Articoli che non vengono trattati nel circuito della ricettazione ordinaria. E allora viene incluso sullo scacchiere delle indagini anche lo scenario dei furti per alimentare le celebrazioni di riti satanici. O, più in generale, come teme l’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto, c’è il rischio che qualcuno abbia voluto sferrare un attacco blasfemo con le profanazioni del sacramento dell’eucarestia.

Infine, il Pd si dice indignato per gli episodi che condanna. Invita le autorità a fare chiarezza ed esprime solidarietà e vicinanza a tutto il clero e ai fedeli della comunità pisana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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