Attenzione
«Terrò chiusa la chiesa ai fedeli»
La decisione del parroco di San Frediano a Settimo «Dirò messa su un altro altare, non su quello profanato»
CASCINA. Don Dario Ghelardi, parroco di San Frediano a Settimo, è stato costretto a chiudere la chiesa - da ieri mattina - dopo il furto sacrilego delle ostie e del Santissimo compiuto l'altro pomeriggio. Di prima mattina il sacerdote, che non sa darsi pace per il grave atto, ha messo un cartello davanti al portone per informare i fedeli della drastica decisione di tenere chiuso l'edificio di culto per proteggerlo da nuove incursioni dei ladri. È una decisione che il parroco non avrebbe mai voluto prendere, finora aveva fatto il possibile per assicurare ai parrocchiani di poter entrare per buona parte della giornata nella loro chiesa, ma dopo la profanazione don Dario non si sente tranquillo e ha preferito chiudere.
Il furto delle ostie e dello sportello del tabernacolo ha colpito tutta la comunità e l’Arcivescovo di Pisa monsignor Giovanni Paolo Benotto, che si è subito interessato al grave episodio. «Insieme all’arcivescovo abbiamo deciso di chiudere la chiesa – spiega il parroco – resterà così fino a quando non l’avremo messo in sicurezza con un adeguato sistema antifurto o con le telecamere».
Nel frattempo è stato anche deciso che la messa non sarà celebrata all’altare centrale, che è stato violato, ma ad un altare laterale fino a quando non ci sarà stato l’atto di riparazione, seguendo la liturgia, per il grave atto compiuto.
Molti parrocchiani in queste ore hanno cercato di avere notizie dal parroco o sono andati in chiesa per vedere che cosa era successo. «Possiamo pensare di tutto – dice il parroco – anche che le ostie siano state usate per compiere le messe nere. Mi auguro che non sia così, io penso soprattutto che i ladri volessero rubare lo sportello del tabernacolo che ha alcune parti in argento e nella fretta abbiamo portato via tutto quello che hanno trovato, comprese le due pissidi che contenevano le ostie. Una parte di queste era per celiachi, ma credo che abbiamo mescolato tutto perché sapevano che non avevano tanto tempo a disposizione».
Sul furto indagano i carabinieri della stazione di Cascina, ai quali il proposto ha presentato una denuncia e ai quali si è rivolto l’altro pomeriggio non appena si è reso conto che nella chiesa erano tornati i ladri. La prima volta che la chiesa di San Frediano è stata presa di mira quest’anno risale a pochi giorni fa, il 13 febbraio. In quell’occasione era stato portato via una lamina d’argento e un quadro raffigurante la Madonna del valore di 10mila euro. Questo primo episodio aveva fatto pensare alla mano dei ladri “semplici”. Il furto delle ostie apre interrogativi inquietanti.
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