Il Tirreno

Pisa

giudice di pace

Cade e fa causa al Comune: pagherà anche le spese

di Antonio Scuglia
Cade e fa causa al Comune: pagherà anche le spese

PISA. Inciampa in una catena, si infortuna e fa causa al Comune per essere risarcita. Ma anziché ricevere l’indennizzo, dovrà essere lei a pagare più di mille euro. La recente sentenza 1453/12 del...

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Inciampa in una catena, si infortuna e fa causa al Comune per essere risarcita. Ma anziché ricevere l’indennizzo, dovrà essere lei a pagare più di mille euro.

La recente sentenza 1453/12 del giudice di pace di Pisa Flavio Ceccarini mette in luce un aspetto poco conosciuto riguardo alle vertenze con gli enti pubblici, i quali da un po’ di tempo hanno alzato la guardia per difendersi dalle numerosissime richieste di risarcimento per infortuni stradali. Se si perde in giudizio, quindi, si rischia di rimetterci anche molti soldi.

Il fatto è avvenuto una sera di gennaio del 2011: uan donna che si trovava nei pressi il Circolo Arci a Putignano, mentre stava attraversando a piedi la piazza antistante il circolo, era caduta a terra, a causa della presenza di una catena per delimitare l’area pedonale. Ritenendo responsabile il Comune per avere omesso di provvedere alla manutenzione della piazza e non avere segnalato la presenza della catena, la signora chiese invano un indennizzo e alla fine si rivolse al giudice.

Ma la Pisamo, chiamata in causa dal Comune (ad essa competono la manutenzione delle infrastrutture stradali e delle relative pertinenze), ha relevato che «la catena - si legge nella sentenza - era oggettivamente visibile, essendo la piazza provvista di un adeguato impianto di illuminazione; inoltre era insussistente la imprevedibilità del pericolo essendo la catena di delimitazione dell’area pedonale presente sin dal 2007».

Annota il giudice: «Sono state prodotte in atti da parte convenuta delle foto, scattate in ore serali, fotografie che sono state riconosciute come illustranti il luogo del fatto sia da parte della teste di parte attrice che del teste di parte convenuta». e «dalle foto risulta funzionante l’impianto di illuminazione della piazza e la catena appare assolutamente visibile».

Quindi per il magistrato «la domanda deve essere respinta», con la condanna della donna al pagamento delle spese legali: 1.150 euro per compensi professionali, oltre Iva e Cpa come per legge.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze