Il Tirreno

Pisa

Tricolore dato alle fiamme denunciati due anarchici

Il rogo della bandiera avvenne tra gli applausi dei militanti in corteo per Serantini Scattano anche le perquisizioni domiciliari della Digos a Lucca e La Spezia

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PISA. Tra gli applausi degli amici avevano incendiato il tricolore affisso all’esterno dell’ufficio del giudice di pace sul Lungarno Galilei.

Era il 12 maggio 2012 e l’episodio avvenne durante la manifestazione nazionale organizzata in città per commemorare la morte dell’anarchico Franco Serantini.

A distanza di circa dieci mesi la Digos ha denunciato in concorso due giovani, uno di 22 anni, residente a La Spezia e uno di 25 di Lucca, per i reati di vilipendio e danneggiamento della bandiera italiana, nonché accensione di fuochi pericolosi.

I due hanno anche subìto una perquisizione domiciliare eseguita dalla Digos pisana con i colleghi di Lucca e La Spezia.

La bandiera bruciata fu il culmine di un corteo formato da circa 500 manifestanti provenienti da realtà anarchiche di tutta Italia.

La manifestazione attraversò il Ponte della Fortezza per poi concludersi in piazza San Silvestro, in quella che, informalmente, è diventata piazza Serantini.

Sul monumento marmoreo a lui dedicato, fu deposto un secondo mazzo di fiori, oltre a varie bandiere delle delegazioni anarchiche. Alcuni comizi in ricordo di Serantini e un concerto chiusero la giornata della memoria.

Ma, stando alla polizia, nel passare sul Lungarno Galilei, dal gruppo si distaccarono una cinquantina di anarco-insurrezionalisti, tra i quali, secondo la Digos, i due denunciati. Si avvicinarono all'edificio che ospita l'ufficio del giudice di pace e sul cui balcone del primo piano è esposta la bandiera della Repubblica Italiana.

A quel punto, è l’accusa della polizia, i due giovani, aiutandosi e alternandosi, si arrampicarono lungo il muro dell'edificio. Il primo tentativo fu quello di strappare la bandiera e poi di incendiarla utilizzando un accendino.

Non riuscendo nel loro intento usarono un fumogeno con cui venne danneggiata la bandiera

La polizia assistette alla scena alla quale applaudirono alcuni presenti del gruppo anarchico che, «con la loro adesione e condivisione rendevano estremamente problematico e pericoloso un immediato intervento delle forze dell'ordine, diretto ad impedire l'evento delittuoso» spiegano in questura.

Le indagini della Digos, dirette dal sostituto procuratore Paola Rizzo, hanno consentito di risalire agli autori del gesto. Infine, in una nota “Autonomia spezzina” esprime solidarietà al compagno portato in questura, perquisito e denunciato.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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