Gioco
Silvestri, leader Pdl: pronti a sostenere Petrucci (lista civica)
La coordinatrice provinciale spiega la strategia del centrodestra in vista delle amministrative di maggio
PISA. In vista delle amministrative di maggio il Pdl pisano è pronto a sostenere Diego Petrucci, candidato sindaco di “Noi Adesso Pis@”. Lo dice al “Tirreno” Silvia Silvestri, coordinatrice provinciale di un partito che non vive un momento felice, a Pisa è stato sorpassato dal Movimento 5 Stelle e ha dimezzato i voti rispetto al 2008 (alla Camera ha totalizzato il 15,7% contro il 31). È proprio questa debolezza, certificata dal voto di domenica e lunedì, che porta il Popolo della libertà a sostenere il consigliere comunale Petrucci, ex Alleanza nazionale, leader di una lista civica.
Spiega Silvestri: «Il Pdl si presenterà certamente con una propria lista alle prossime elezioni comunali perché, nonostante una significativa flessione del consenso elettorale che si registra in tutta Italia e soprattutto in Toscana, rappresentiamo ancora una bella fetta di cittadini, che vedono in noi l'alternativa al sistema di governo e di amministrazione della città. Il Pdl pisano non ha bisogno di mettere bandierine sulla candidatura a sindaco, anche perché, proprio alla luce del risultato delle politiche, mi pare che sia da rifuggire qualsiasi spinta isolazionista o scelta di pura rappresentanza. Noi abbiamo bisogno di mettere insieme le forze vive della città per offrire una proposta credibile di governo locale, a maggior ragione oggi che il centrosinistra tutto insieme a Pisa non raggiunge il 43 per cento».
Se una candidatura strettamente targata Pdl rischia d’essere controproducente, su chi puntate?
«Non abbiamo bisogno, lo ripeto, di candidature di testimonianza. Quella di Diego Petrucci ha un segno diverso: lui è riuscito a mettere insieme un cartello civico capace di aggregare uomini e donne disposti a mettersi in gioco per il bene della città e pronti, nello stesso tempo, a dialogare con quei partiti che possono rappresentare il cambiamento».
A Pisa i consensi al Pdl sono la metà di quelli del 2008. Quale riflessione state facendo nel partito?
«I voti del nostro partito sono purtroppo dimezzati in tutta la Toscana. E anche a livello nazionale abbiamo lasciato sul campo un 16% rispetto al 37% del 2008. Il risultato di Pisa si colloca esattamente su questa linea. Credo che il nostro elettorato non ci abbia perdonato l'appoggio al governo Monti, un esecutivo che ha impoverito le persone, le famiglie e le imprese, che ha lasciato il Paese più povero e più fragile. La disastrosa riforma del lavoro voluta dal ministro Fornero, la vergognosa vicenda degli esodati hanno lasciato il segno in un elettorato che chiedeva alla politica risposte e che aveva consegnato alla nostra parte la più grande maggioranza della storia repubblicana perché aveva creduto in noi e nei nostri programmi».
Secondo lei, quanti voti del Pdl pisano sono finiti ai grillini?
«Non saprei dire, certamente abbiamo come dappertutto "pagato dazio" a Grillo, ma mi pare che sia molto più significativa la fetta dell'elettorato del centrosinistra che ha scelto Grillo, il che non può che essere letto come un giudizio negativo sull'operato di chi amministra. All'opposizione, proprio perché tale, non possono essere attribuiti fallimenti sul piano del governo del territorio, noi semmai paghiamo per errori della politica nazionale».
Dato il magrissimo risultato di Futuro e Libertà, accettereste l’eventuale rientro dei transfughi pisani?
«I magri risultati di un partito non mi paiono un motivo sufficiente per cambiare partito. Il Popolo della Libertà non ha certamente una vocazione risarcitoria e consolatoria delle altrui sfortune elettorali. Diverso è il caso di persone che, facendo un percorso serio e trasparente, comprendono che noi possiamo rappresentare una alternativa credibile al governo della città e decidono di fare questa strada con noi».
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