Il dolore
Sciopero della fame contro la Sepi
PISA. «Non mangerò finché non avremo i permessi annuali per effettuare i banchini per la raccolta dei fondi da destinare alla cura degli animali». Barbara Calamai, delegata dell'Organizzazione...
PISA. «Non mangerò finché non avremo i permessi annuali per effettuare i banchini per la raccolta dei fondi da destinare alla cura degli animali».
Barbara Calamai, delegata dell'Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), ieri ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro la lentezza burocratica della Sepi che rallenta o impedisce all'associazione di allestire i banchetti per la raccolta dei fondi necessari al mantenimento degli animali strappati all'abbandono e alla vivisezione. «Sono attivista per i diritti degli animali dal 1992 – spiega in una lettera Calamai – e in questi 21 anni ho visto l'apertura e la chiusura di svariati uffici per la richiesta di occupazione di suolo pubblico temporaneo per le onlus. Anni fa se ne occupava una signora al comando dei vigili urbani che ci forniva in pochi giorni i moduli necessari mentre noi effettuavamo in pochi minuti e gratis la richiesta».
Il servizio è poi passato alla Sepi. «Per la richiesta ora dobbiamo compilare quattro moduli, fare il disegnino del banchino e una descrizione della nostra attività, effettuare a nostre spese quattro fotocopie per ogni modulo e rifare la fila alla Sepi per consegnare il tutto. Dopo due settimane i permessi dovrebbero essere pronti, ma non è mai così: fino al giorno prima il permesso non c'è e siamo obbligati a ritirarlo su appuntamento e, inoltre, dobbiamo pagare ogni volta una marca da bollo di quasi 15 euro. Dopo venti giorni dalla richiesta non ho ancora i permessi per i banchini previsti per domani (oggi per chi legge,ndr)». Non solo burocrazia. Negli ultimi mesi, i volontari hanno dovuto interrompere la loro attività a causa delle elezioni. «A febbraio non sono stati concessi i permessi per lasciare il posto ai partiti per le elezioni politiche e la stessa cosa succederà a marzo e aprile per le amministrative, mentre noi continuiamo a compilare, disegnare, fotocopiare e pagare». «Non voglio diventare come Pannella – conclude Calamai – ma sono stufa di questa burocrazia che annulla le forze degli attivisti che vogliono solo chiedere l'elemosina (se va bene raccogliamo 30 euro a banchetto e la metà se ne va per pagare le marche da bollo) per curare e sterilizzare gli animali».
Danilo Renzullo
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