Sicurezza
Roberta, presi anche gli abiti del marito
Nell’ultima perquisizione i carabinieri acquisiscono pure i dati di computer e cellulari
PISA. Non ci sono solo alcuni abiti di Roberta nell’elenco dei materiali portati via dai carabinieri nel corso delle due perquisizioni della scorsa settimana nella casa e nel magazzino dei Logli.
Gli investigatori hanno preso anche alcuni capi di abbigliamento appartenenti al marito della donna scomparsa la notte del 13 gennaio 2012. Antonio Logli, come sempre, non ha fatto una piega alla richiesta degli indumenti da parte dei carabinieri presenti in forze in via Dini non solo con i reparti locali. Fin dal primo momento, e l’atteggiamento non è cambiato una volta iscritto nel registro degli indagati per omicidio e occultamento di cadavere, il marito di Roberta ha fornito la massima collaborazione agli investigatori assecondandone ogni richiesta. I carabinieri hanno anche acquisito una serie di supporti tecnici rilevati da computer e cellulari in uso alla famiglia Logli da oltre un anno al centro di una pressione investigativa cui si somma quella mediatica. Il legale di Giovanni Logli, fratello di Antonio, ha voluto precisare che il suo cliente non ha subìto perquisizioni durante le quattordici ore di permanenza dei militari nella proprietà di via Dini. Giovanni, odontotecnico, vive con la moglie nel complesso residenziale.
«Il mio assistito non ha subìto perquisizioni – ha chiarito l’avvocato Florenzo Storelli –. Né lui, né la moglie hanno niente a che vedere con l’inchiesta». Tra gli spazi setacciati dagli investigatori c’è stato anche il magazzino stipato di oggetti e masserizie di ogni genere, ammassate là da tempo e che all'arrivo dei Ris, un anno fa, il 29 gennaio del 2012, non sarebbero state spostate e sottoposte ad una verifica attenta e circostanziata. In quel capannone, da cui si accede all’abitazione della famiglia Logli, ci sono diverse presse utilizzate un tempo per produrre mascherine di plastica da applicare ai fanali dei modelli di Vespa Px prodotti dalla Piaggio. Si tratta di macchinari pesantissimi impossibili da spostare per una persona sola.
Infine, in Procura si preparano ad ascoltare, non è escluso che avvenga in contemporanea, i familiari di Antonio Logli con l’aggiunta dell’amante, Sara Calzolaio. Loro, a differenza del marito di Roberta, verranno sentiti come testimoni e non possono avvalersi della facoltà di non rispondere, riservata, invece, all’unico indagato dell’inchiesta. (p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google