Sicurezza
Ricercatori pisani scoprono meteoriti in Antartide
Due sono di grande valore scientifico. Gli esperti: «Studiarli ci permette di capire quale sia la composizione chimica originaria del sistema solare»
PISA. Nel ghiaccio blu di quello smisurato frigorifero che è l'Antartide, che fa da trappola alle meteoriti, eccone due rarissime di immenso valore scientifico, una lunare e una solare, tra le 111 trovate dai ricercatori dell'Università di Pisa durante la campagna del programma nazionale delle ricerche. I due esemplari sono stati esposti sulla cattedra nell'aula C al dipartimento di Scienza della Terra davanti a docenti, ricercatori, studenti e appassionati accorsi numerosi. Una ha composizione solare.
«Studiare questa meteorite - ha detto Luigi Folco, docente di geologia planetaria e coordinatore nazionale del Progetto Meteoriti Antartiche - ci permette di definire quale sia la composizione chimica originaria del sistema solare, comprendere i processi attraverso i quali si sono formati tutti i corpi celesti e investigare quali fossero gli ingredienti inorganici e organici del sistema solare». L'altro esemplare raro è una meteorite lunare, perché delle circa 50mila meteoriti presenti nelle collezioni di tutto il mondo, solo alcune decine sono di origine lunare. Ecco allora, attraverso questo esemplare, l'aprirsi di nuove frontiere nella comprensione della geologia della Luna. Ma i risultati delle ricerche in Antartide non finiscono qui. Altri studi sull'ambiente antartico e sui resti sub-fossili di pinguino hanno ampliato le conoscenze sui cambiamenti climatici e sulle conseguenze che questi provocano a livello geologico e antropico, indagando anche i meccanismi evolutivi che regolano la biologia adattativa delle specie alle mutate condizioni di vita. Un terzo filone di ricerca ha riguardato il campionamento di rocce antartiche finora mai analizzate, che permetterà di avere nuove indicazioni sulla deriva dei continenti e sull'assetto paleogeografico della Terra che seguì la frammentazione del supercontinente Pangea.
A illustrare l'importanza delle scoperte sono stati il direttore del dipartimento di Scienza della Terra, Michele Marroni, il prorettore per la Ricerca dell'Ateneo, Roberto Barale e i componenti dei tre gruppi di ricerca, che fanno tutti parte dello stesso dipartimento: Luigi Folco, Maurizio Gemelli e Agnese Fazio; Carlo Baroni e Cristina Salvatore; Chiara Montomoli e Natale Perchiazzi. La campagna per la ricerca di meteoriti si è svolta dal 27 novembre 2012 al 6 gennaio 2013, con il supporto fornito dalla base italiana estiva Mario Zucchelli (MZS) nella Baia Terra Nova. Invece quella sulle ricerche sui cambiamenti climatici ed evoluzione sono state realizzate tra il 4 dicembre 2012 e il 14 gennaio 2013. Gli studi condotti nelle zone costiere hanno affrontato temi chiave per la definizione dei cambiamenti climatici e ambientali pleistocenici e olocenici e forniscono rilevanti informazioni per la comprensione dell'impatto dei cambiamenti climatici sull'ambiente naturale e antropico. Nel corso della missione sono state individuate nuove colonie relitte di pinguini di Adelia. Considerata la loro elevata sensibilità ambientale, questi pinguini rappresentano una specie ideale per studiare i meccanismi evolutivi che regolano la biologia adattativa delle specie ai mutamenti ambientali e climatici.
Infine, il terzo filone, quello della campagna di ricerche geologiche è stata portata a termine dal 24 dicembre 2012 al 6 febbraio 2013. In circa 20 missioni giornaliere sono state studiate rocce sedimentarie e vulcaniche finora inesplorate, che permetteranno di ricostruire l'assetto paleogeografico dei continenti.
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