Attenzione
«Non basta parlare di opere pubbliche»
Sel fissa i paletti per un accordo con Filippeschi: «Avete perso un quarto degli elettori, riflettete»
PISA. Oggi l’assemblea cittadina di Sel preparerà quella provinciale di lunedì. Un doppio appuntamento in cui iniziare a sciogliere i nodi per le alleanze in vista delle elezioni comunali di maggio.
Non è un segreto che dentro Sinistra Ecologia Libertà, all’opposizione a Palazzo Gambacorti, convivano vedute differenti riguardo al rapporto con il Partito democratico, all’operato della giunta Filippeschi e alle modalità di avvicinamento.
Occorre ora capire se l’esito delle politiche ha cambiato qualcosa, e che cosa, nello scenario locale.
«Le due assemblee saranno l’occasione per analizzare il voto, e non si potrà non parlare della scadenza di Pisa», preannuncia Carlo Scaramuzzino, capogruppo di Sel in consiglio comunale.
«Leggo le considerazioni di esponenti locali del Pd – continua il consigliere - secondo i quali Pisa avrebbe retto meglio di altre realtà vicine. Ma noi non possiamo leggerla solo così: in una legislatura il Pd ha perso in città un quarto del suo elettorato, 7mila voti in termini assoluti. Ci sono segnali che devono essere colti»”.
Scaramuzzino entra nel merito partendo da valutazioni nazionali: «C’è una gigantesca domanda di cambiamento che non può essere oscurata o disattesa, nemmeno sul piano locale. Sel ha preso un milione di voti a livello nazionale. Non è poco, ma non possiamo essere soddisfatti. Il partito ha compiuto una scelta di governo, per cercare di portare maggiore giustizia sociale nelle decisioni, ma occorre fare anche un’autocritica: Sel è rimasta prigioniera dell’atteggiamento prevalente nel Pd di mettere in conto un accordo con Monti, quindi con Casini e Fini. Ma la gente ha fatto questa considerazione e scelto di conseguenza. Abbiamo dunque peccato di scarsa autonomia».
Tornando alla questione pisana, Scaramuzzino sottolinea come «Sel abbia preso la stessa percentuale delle regionali di tre anni fa, ma allora votarono molte meno persone: stavolta i voti sono stati 3.223 contro 2.089. C’è un consenso che cresce in modo importante in termini di cifre assolute».
E qui si arriva al punto critico. «Il Pd non può dire – commenta Scaramuzzino – di affrontare un confronto politico senza però voler cambiare niente rispetto al governo di questi anni della città. A quella gigantesca domanda di cambiamento non si risponde?”. Secondo l’esponente di Sel, «di fronte a certi risultati elettorali non si può dare del tutto per scontato l’esito delle urne a Pisa. Rispetto a tre mesi fa è cambiato tanto». Sinistra Ecologia Libertà «ha fatto un programma – prosegue – e nei prossimi giorni lo discuterà con la città, partendo da una considerazione: a Pisa la politica nazionale, prima con Berlusconi e poi con Monti, ha aggredito i centri di eccellenza, a cominciare dall’università, e demolito il welfare locale. Due effetti drammatici. E la risposta della città a tutto questo non è stata sufficiente».
Per Scaramuzzino, il consenso targato Pd ha «segnato anche zone grigie: riguardo alle decisioni amministrative i cittadini chiedono più trasparenza e più partecipazione dal basso. Questo si è concretizzato nei voti a Grillo».
La conclusione di Scaramuzzino: «Bisogna imparare ad ascoltare i cittadini piuttosto che parlare solo di opere pubbliche. Non si può ancora dire che tutto va bene. Sì, apriremo il confronto con la maggioranza e lo faremo confortati dai voti che abbiamo ricevuto. Poi tireremo le somme».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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