Il Tirreno

Pisa

Due genitori per Lucio un lieto fine sotto l’albero

di Candida Virgone

Sei coppie si sono informate per adottare il bimbo abbandonato ad agosto Una lo va a trovare una volta al giorno in neonatologia e gli dà il biberon

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PISA. Lucio ha compiuto quattro mesi proprio la notte di Natale ed ha anche raggiunto quota quattro chili di peso. E sotto l’albero, nella notte magica, si perdoni la parola abusata, c’è stato un bel regalo anche per questo piccino, abbandonato da uno sconosciuto a fine agosto alla Pubblica Assistenza, appena nato, prematuro, meno di un chilo di peso, e gravemente malato. Il dono sono tante mamma e tante papà che si sono fatti avanti dopo l’articolo, uscito sulla nostra cronaca, in cui la famiglia Biver racconta la sua bella esperienza di nucleo allargato, con quattro figli suoi e due scelti con amore, una ragazza ed un bambino, disabili e abbandonati alla nascita, adottati con gioia e concreta voglia di dare agli altri.

Bene, dopo quella pagina di amore puro, sono state ben sei le famiglie che si sono fatte avanti per chiedere notizie di Lucio ai fini di una eventuale e futura adozione, mentre un’altra ha preso direttamente contatti con il professor Antonio Boldrini, primario del reparto di neonatologia dell’ospedale Santa Chiara, dove il piccolo è ricoverato. Ora una mamma ed un papà, due pisani di mezza età, già genitori, vanno a trovare Lucio una volta al giorno e gli danno da mangiare, e pare proprio, potenza di una carezza, che da quando ci sono loro accanto a lui il bimbo mostri chiari segni di rispondenza al loro affetto, nonostante tutti i suoi problemi di disabilità. In tutto dunque sono sette le coppie che si sono interessate a lui e la speranza è davvero che una di loro possa arrivare con successo alla fine di questo faticoso traguardo.

In questo momento per il bambino abbandonato e ricoverato in neonatologia è in atto una sorta di conflitto di competenze non ancora sciolto: da una parte infatti il tribunale dei minori di Firenze ha nominato come tutore di Lucio il direttore di neonatologia, Boldrini, che infatti ha autorizzato in questa veste una coppia alle prime visite, dall’altra il tribunale civile di Pisa ha nominato come tutore l’avvocato Benedetta Marlia, che per il momento ha ceduto il passo al primario. «Di fatto - dice sorridendo sereno Boldrini - ci dividiamo il compito; il faccio il padre, l’avvocato la mamma...». Prendersi cura di un bambino disabile non è semplice, ma nel nostro articolo pubblicato proprio il giorno di Vigilia, la famiglia di Pascal e Cecilia Biver (lui neonatologo, lei insegnante), intervistata sulla sua esperienza, spiegava come ci siano tante associazioni a cui potersi appoggiare per ricevere aiuto e supporto. La loro, Dinsi une man, che tradotto dal friulano vuole dire diamoci una mano, da quasi trent’anni aiuta e ha aiutato tantissime famiglie. «L’importante è non piangersi addosso e aprirsi agli altri con gioia»: ricordano sempre Cecilia e Pascal. Loro, freschi sposi e uniti dall’ideale del volontariato, adottarono una bimba disabile, Serena, oggi trentenne, e tre anni fa un bimbo abbandonato al Santa Chiara, Luigino, un altro meraviglioso mattone che si aggiunge a quelli con cui hanno edificato il loro sogno, l’associazione. Tre coppie si sono rivolte direttamente ai Biver, tre hanno chiamato in neonatologia, una si è presentata direttamente a Boldrini, e siamo sicuri che fra loro ci potranno davvero essere una mamma ed un papà coraggiosi che vorranno prendersi cura del piccolo Lucio. Auguri piccolo, buon 2013.

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