Il Tirreno

Pisa

«Meno lacrimogeni e più denunce»

di Candida Virgone
«Meno lacrimogeni e più denunce»

Un piano articolato contro la criminalità: intanto è in arrivo una nuova task force di tre province contro le rapine in casa

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PISA. Un gruppo interprovinciale per combattere il preoccupante aumento delle rapine in casa, la ricerca di un dialogo con i bancarellai, «meno manganello e più inchiostro», insomma certezza della pena sull’ordine pubblico, e poi arresti in differita per manifestazioni di piazza e sport e subappalti al setaccio. È la ricetta che mette in campo il prefetto, Francesco Tagliente, per combattere reati e criminalità su Pisa e provincia, dove resta comunque altissima quella che in «giudiziarese» viene chiamata «percezione sociale», cioè l’allarme nella gente. Ecco un’intervista di fine anno, a tutto tondo, sui problemi del territorio.

Signor prefetto, in base ai dati delle forze dell’ordine ci sono meno reati, ma resta preoccupante anche nella nostra provincia, come in tutta la Toscana, il fenomeno delle rapine in casa...

«È vero, ma bisogna sottolineare che, nonostante sia stato un anno severo con le risorse, le forze di polizia rilanciano in prevenzione. Le operazioni di polizia, carabinieri, finanza e vigili sottraggono continuamente spazi alla delinquenza predatoria, i cui reati sono calati del 6.6% nei primi undici mesi dell’anno, mentre l’anno scorso c’era stato un incremento dell’11.4% rispetto al 2010. I furti sono diminuiti del 4%, quelli in casa del 6.3%, quelli in auto del 17.2%, i borseggi del 3.2%. Resta il problema delle rapine: sono diminuite quelle ai negozi, ma sono aumentate quelle in casa, in provincia, passando da 27 a 35. A Pisa città però, ad esempio, sono calate (-7%)».

Un fenomeno comunque preoccupante che crea un forte allarme sociale.

«Per quanto ci sia un grande impegno nel garantire sempre più elevati livelli di sicurezza e nonostante i tanti dati positivi non si può esser soddisfatti. L’obiettivo è potenziare le strategie di prevenzione e contrasto, tanto che sarà fatto, il 10 gennaio, un Comitato interprovinciale, con Lucca e Pistoia e tutte le forze di polizia dei tre territori per attuare una nuova e migliore offensiva contro il fenomeno. Nel 2013 poi, le forze di polizia potranno dotarsi di un nuovo strumento: si chiama sigr, sistema integrato per georeferenziazione dei reati, una banca dati che incrocia tutti gli elementi: dove è avvenuta, ad esempio, quella rapina, che accento avevano i banditi, se sono fuggiti in auto o in moto».

Passiamo alla politica: nelle ultime manifestazioni c’è stata abbastanza tensione...

«Meno di quella che poteva esserci ed in questo senso ho molto apprezzato la strategia del questore, Gianfranco Bernabei. Una pianificazione che esalta l’uso dell’inchiostro più che del manganello e del lacrimogeno...».

Inchiostro nel senso di atto giudiziario ovviamente?

«E così. Il lacrimogeno agisce subito, le denunce all’autorità giudiziaria con provvedimenti cautelari che magari arrivano anche a distanza di un anno, forse, sono un po’ lente, ma danno maggiore certezza della pena, per tutti: per chi assiste a certe cose e per chi le fa».

Come lo strumento dell’arresto in flagranza differito?

«Mi sono battuto per avere l’istituto dell’arresto in flagranza differito per le manifestazioni sportive e ne sostengo la necessità anche per quelle di piazza: chi gestisce l’ordine pubblico non deve usare «strumenti» dissuasivi, ma «metodi» dissuasivi. L’ordine pubblico non si insegna, si vive nelle piazze. Per aver successo ci vogliono, nell’ordine, preparazione, professionalità, informazione e dialogo. Durante le ultime manifestazioni di piazza senza preavviso ho apprezzato la gestione e la comunicazione e sono certo che la magistratura, a cui arrivano le informative di reato, mostrerà la giusta attenzione verso certi atteggiamenti illegali. Il diritto al dissenso è inviolabile, ma nel rispetto delle regole».

E veniamo alle bancarelle di piazza Duomo, sotto sfratto dal 1º novembre. Come finirà?

«Pare che le categorie interessate non si siano mai sedute, «veramente», ad un tavolo con l’amministrazione, per cui ho proposto un incontro, ma non mi risulta che finora ci siano state iniziative di dialogo: forse il tempo delle mediazioni è scaduto».

Le problematiche legate a mafie ed appalti, con ditte che giocano al ribasso e scompaiono, sembrano anche qui un male incurabile. Ma in che modo ci può essere maggiore controllo?

«Il comitato del 20 scorso ha confermato la determinazione a combattere le mafie con tutte le risorse sane del territorio, il 28 giugno è stato istituito il desk interforze e a novembre è stato sottoscritto - con Provincia, Comuni e camera di commercio - il protocollo contro infiltrazioni malavitose nei settori commerciali più a rischio. Fra poco ne sarà firmato un altro per prevenire infiltrazioni mafiose nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, con particolare attenzione ai subappalti: si possono controllare tutti le singole assegnazioni, fare verifiche antimafia prima dell’aggiudicazione ed anche su servizi e prestazioni ritenute «non sensibili».

Infine c’è la spending review. Lei è famoso per aver tagliato, come questore, spese a Roma e Firenze. Che farà per Pisa?

«Con appositi piani, si può risparmiare su bollette, manutenzione e soprattutto affitti, passando da contratti con privati a sedi demaniali o di enti locali, a costo zero. A Firenze si sono risparmiati così cinque milioni l’anno, a Roma dieci. Su Pisa è allo studio un progetto di risparmio energetico in collaborazione con Enel, un piano che punterà alla riqualificazione degli impianti».

Infine, uno dei suoi obiettivi è stato la promozione della legalità. Che si è fatto e che si farà per Pisa?

«Ci sono state diverse iniziative, tese ad esempio a garantire agli operatori commerciali il diritto a lavorare in sicurezza. Da alcuni messi abbiamo avviato una strategia di contrasto al crimine organizzato, attraverso il partenariato tra le istituzioni, le amministrazioni, gli enti, le aziende e la società civile e soprattutto alimentando le «associazioni per la legalità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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