Il dolore
Bruciato peschereccio di dodici metri
Sul misterioso episodio indaga la Squadra Mobile: atto di intimidazione ai danni di un imprenditore pisano di 63 anni
PISA. Misterioso incendio nella notte fra mercoledì e giovedì lungo l’Arno, in un rimessaggio privato. È stato bruciato un peschereccio di dodici metri. Le fiamme, che in poco tempo erano diventate già alte, sono state notate dalla strada da un automobilista che percorreva viale D’Annunzio da Marina verso Pisa. È stato lui a dare l’allarme ed a chiamare i vigili del fuoco. Purtroppo, quando i pompieri sono arrivati sul posto, un cantiere all’altezza della località Luicchio, non lontano dal ponte dell’autostrada, l’imbarcazione era stata quasi interamente distrutta dal fuoco.
È toccato agli agenti di una pattuglia della Squadra Volanti della questura avvisare il proprietario, un imprenditore pisano di 63 anni, di quanto era accaduto.
Le fiamme sarebbero state appiCcate intorno alle undici di sera cospargendo l’imbarcazione di benzina. L’alla5rme è scattato alle undici e mezza, poco prima di mezzanotte. Un gesto doloso che potrebbe ricondursi all’attività del proprietario.
L’imbarcazione veniva usato ovviamente per la pesca. Lo stesso proprietario non sapeva capacitarsi sulle motivazioni del gesto, chiaramente comunque legato alla sua attività.
Il rimessaggio, piccolissimo e contenente solo poche barche, risulta quasi invisibile dal viale. Chi è entrato per appiccare il fuoco ha agito tranquillamente indisturbato, perché di notte il luogo non è controllato da nessuno. Il gesto non è chiaramente casuale, ma sarebbe legato alle attività e ai contatti lavorativi del proprietario del peschereccio. Il sospetto ovviamente è quello di una intimidazione piuttosto che di una rivalsa, ma le indagini spaziano a tutto campo. A condurle sono gli agenti della Squadra Mobile della questura, che ieri, una volta spente le fiamme da parte dei vigili del fuoco, hanno potuto eseguire una serie di rilievi sul posto con gli uomini della scientifica. Il liquido usato per dare alle fiamme la barca sarebbe benzina, impiegata in grande quantità e la cui propagazione ha minacciato anche alcune imbarcazioni vicine. Fortunatamente nella zona non ci sono abitazioni.
Il gesto ha comunque sollevato molta preoccupazione anche negli inquirenti, avendo modalità tipiche di certi canali criminali e potendo inquadrarsi più difficilmente come opera di un singolo. Non il gesto isolato dunque di una vendetta personale, ma più probabilmente un atto intimidatorio da ricondurre alle attività dell’imprenditore.(c.v.)
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