La manifestazione
Ecco come è possibile adottare il piccolo Lucio
La storia di Luigino ricorda un po’ quella del piccolo Lucio, abbandonato proprio quattro mesi fa alla Pubblica Assistenza da uno sconosciuto e oggi ancora in neonatologia
PISA. La storia di Luigino ricorda un po’ quella del piccolo Lucio, abbandonato proprio quattro mesi fa alla Pubblica Assistenza da uno sconosciuto e oggi ancora in neonatologia. Ora ha raggiunto i quattro chili di peso, respira autonomamente e fa sei pasti al giorno.
Il suo destino? L’ospedale degli Innocenti di Firenze o una casa parareligiosa a Lucca, riservata ai casi più gravi, come il suo. Questo sarebbe stato il destino di Luigino se mamma Cecilia, alla proposta delle sue ragazze, tre anni fa, non si fosse sentita «di nuovo incinta», come dice lei. Sara e Chiara, un giorno, a tavola, hanno detto: «Ma noi possiamo fare qualcosa per Luigino, vero?». Luigino era stato abbandonato in neonatologia alla nascita e vezzeggiato da 50 mamme (le infermiere) e due papà, il dottor Biver appunto e il professor Antonio Boldrini, direttore di neonatologia. «Sì - ammette Cecilia - quando lo vedo sorridere e vedo nei suoi occhi la fiducia che ha in noi, penso che sarebbe potuto finire in un istituto, dove c’è assistenza, ma non ci può essere l’amore di cui ha bisogno, e invece è l’amore che muove tutto».
«Oggi i prematuri - aggiunge Pascal - non si curano tanto con l’incubatrice, quanto con la marsupioterapia: devono respirare affetto». Ma non si potrebbe fare qualcosa anche per Lucio? Certo. Prima dell’adozione i bimbi possono essere in stand by presso un’associazione. «Luigino - racconta Pascal - è stato affidato a noi contando anche sull’aiuto della nostra associazione ed ha vissuto di fatto sempre in famiglia fino alla definizione della sentenza, arrivata il 14 novembre. Ecco, chi prende Lucio potrebbe contare sull’aiuto di una associazione come la nostra. Non sarebbe solo». Coraggio: c’è qualcuno che se la sente di prendersi cura di questo bimbo che aspetta solo una mamma e un papà?
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