Il Tirreno

Pisa

Arriva il pacco di Natale, ma è una frode

di Antonio Scuglia
Arriva il pacco di Natale, ma è una frode

Falsi corrieri truffano anziani soli dicendo loro che il materiale è stato ordinato dal figlio e bisogna pagare una rata a saldo

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PISA. Con le feste di Natale aumentano le truffe legate alle false consegne di pacchi-regalo. Nei giorni scorsi ci è stato segnalato un caso da un lettore.

Il trucco è vecchio, ma sempre valido: falsi corrieri si presentano in casa di anziani (evidentemente dopo averli spiati), talvolta conviventi con figli più giovani, ma sempre quando si trovano da soli a casa. I truffatori affermano di portare un regalo urgente, ordinato dal familiare, e per il quale invariabilmente bisogna pagare una rata a saldo. Di solito il presunto regalo è un computer o un iPhone: chi ci casca si accorgerà solo dopo un po’ di aver ritirato una confezione che contiene un vecchio apparecchio rotto o altra robaccia. In questi casi non accettate mai di pagare un articolo che non avete ordinato di persona e non fate entrare in casa il presunto corriere, nemmeno per consentirgli di “provare il funzionamento dell’apparecchio”. Se vi dice che il pacco è stato ordinato da un vostro familiare, magari mostrando urgenza di consegnarlo e andare via, prendete tempo e telefonate al congiunto che lo avrebbe ordinato. Non lasciate assolutamente che lo faccia il “corriere”: una sua specializzazione è quella di inscenare chiamate a un complice che si spaccia per il cliente.

Ma in città sono in azione anche delinquenti più insidiosi e sfacciati. Nei giorni scorsi abbiamo segnalato un brutto episodio avvenuto a Cisanello, dove un’anziana è stata truffata da un falso agente della polizia municipale. L’uomo l’ha avvicinata all’uscita dal supermarket, vestito apparentemente con una divisa da pubblico ufficiale e mostrando un tesserino contraffatto. Le ha detto che doveva controllare le banconote che la pensionata aveva ricevuto come resto e poi l’ha convinta a mostrargli anche quelle che lei aveva in casa. Una volta arrivato nell’appartamento della vittima, l’ha distratta chiedendo di andare in bagno e le ha rubato i gioielli. «Non aprite la porta di casa a sconosciuti anche se vestono un'uniforme o dichiarano di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità», consiglia la Polizia. E questo vale a maggior ragione se qualcuno pretende di accompagnarvi a casa. «Verificate sempre con una telefonata da quale servizio sono stati mandati gli operai che bussano alla vostra porta e per quali motivi. Se non ricevete rassicurazioni non aprite per nessun motivo. Ricordate che nessun Ente manda personale a casa per il pagamento delle bollette, per rimborsi o per sostituire banconote false date erroneamente. Per qualunque problema e per chiarivi qualsiasi dubbio non esitate a chiamare il 113».

In altre città, in questi giorni alcuni truffatori vanno in giro vestiti da Babbo Natale, alle volte anche accompagnati da donne vestite da befana, chiedono soldi per fantomatiche associazioni di beneficenza ma in realtà intascano le donazioni. È stato riportato dalla Tribuna di Treviso, dove erano fioccate le segnalazioni di cittadini dubbiosi davanti alla raccolta di fondi fatta porta a porta tra le vie dei quartieri più periferici. La Polizia ha così attivato una serie di controlli riuscendo già a intercettarne uno: vestito come si conviene a un Babbo Natale, suonava ai campanelli chiedendo aiuto per dei bambini poveri e altre donazioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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