Proteste
Il Comune multa la ditta per i pasti troppo “magri”
Mensa scolastica a Calci: dopo le proteste dei genitori e degli insegnanti il consiglio comunale delibera l’applicazione di una penale di 7mila euro
CALCI. La mensa scolastica nell’occhio del ciclone. Le proteste si sono elevate a più riprese. Genitori e insegnanti delle scuole calcesane hanno lamentato ripetutamente che i bambini mangiavano poco e male.
L’amministrazione comunale è intervenuta con un provvedimento che ha del clamoroso: ha sanzionato infatti con migliaia di euro la ditta che fornisce i pasti della refezione. Oltre 7000 euro la penalità. Il caso è approdato in consiglio comunale, che ne ha discusso giovedì scorso dopo un’interpellanza presentata dal gruppo dei consiglieri di “Calci nel cuore” a nome di Paolo Lazzerini, Valter Mignani e Genny Degli Innocenti.
Al riguardo il vice sindaco e assessore alla Pubblica Istruzione, Antonio Piccioli, ci illustra i termini della vicenda. «Non siamo stati con le mani in mano - sottolinea Piccioli: - appena abbiamo potuto avere il riscontro oggettivo di una certa realtà, ci siamo attivati contestando alla ditta, Gemeaz Elior ciò che non andava bene. Esiste al riguardo una precisa documentazione. Questo sulla base di un riscontro di anomalie e criticità per il confezionamento e la distribuzione dei pasti».
In quale modo si è arrivati al provvedimento? Nel corso di un incontro dei rappresentanti delle diverse interclassi, era stato evidenziato come ultimamente la situazione fosse parecchio peggiorata: «Quantità di cibo razionata al minimo e abbinamenti non adeguati». La commissione mensa ha chiesto un incontro con il Comune e la ditta per cercare di capire dove è il problema e risolverlo. Colpisce un dato, così come denunciato: «In particolare la quantità di cibo è scarsa. Uno stracchino per quattro bambini! E poi l’abbinamento dei cibi risulta non adeguato e sgradito».
La giunta comunale giovedì scorso ha deliberato, alla luce di quanto accertato, l’applicazione di una penale nei confronti della ditta. Nello specifico l’amministrazione ha impiegato l’ammontare della penale a favore delle famiglie degli alunni della primaria. Nell’incontro sulla refezione, al quale hanno partecipato rappresentanti della ditta, della commissione mensa e alcuni insegnanti e genitori del plesso della scuola è stato fatto il punto e si è convenuto di non far pagare alle famiglie le rette riguardo il mese di novembre. Sulla fattura appunto sarà effettuata la decurtazione alla ditta.
L’importo complessivo della fornitura dei pasti confezionati, a base di gara, ammonta a 335mila euro più Iva: 5,87 euro a pasto. Come previsto dal capitolato, la ditta deve fornire per tutto il periodo di gestione 28530 pasti: scuola primaria 300 pasti a settimana, secondaria 60 pasti a settimana, scuola dell’infanzia 90 pasti al giorno. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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