Sicurezza
Approvato il bilancio del 2013 Sel non vota e apre il dialogo
PISA. Approvato con 23 voti il bilancio di previsione 2013. Hanno votato a favore i consiglieri comunali del Pd, del Psi, dell’Idv e della Lista Civica; contrari Pdl e Diego Petrucci. Particolarità:...
PISA. Approvato con 23 voti il bilancio di previsione 2013. Hanno votato a favore i consiglieri comunali del Pd, del Psi, dell’Idv e della Lista Civica; contrari Pdl e Diego Petrucci. Particolarità: non hanno partecipato al voto i consiglieri di Sel, dell’Udc, di Fli e del gruppo misto di Rifondazione comunista e Libertà e futuro. Queste le motivazioni: «Si è voluto approvare il bilancio nelle stesse ore in cui il parlamento, approvando la fiducia sulla legge di stabilità, affossa il welfare municipale. Aderiamo all’iniziativa di protesta dell’Anci e per questo non abbiamo partecipato al voto», spiega Carlo Scaramuzzino (Sel). «Anche noi - dice Maurizio Bini, capogruppo di Rc - aderiamo alla protesta dell’Anci; questo bilancio taglia politiche sociali e investimenti».
Luca Titoni (Udc): «La maggioranza sostiene che ha solo meriti, mentre i problemi vengono esclusivamente dalle decisioni penalizzanti di Regione e Governo». Paolo Cognetti (Fli): «Le forze politiche avrebbero dovuto valutare il bilancio con responsabilità e non con chi si appresta alla campagna elettorale di primavera». Critiche varie dal Pdl su aumenti delle tariffe per la scuola, lacune su illuminazione pubblica, fognature e sociale.
Intanto, Sel apre il dialogo con Filippeschi in vista della possibile alleanza alle comunali. L’assemblea provinciale ha approvato la relazione del coordinatore Dario Danti con 18 voti a favore, 13 contrari e 7 astenuti.
«Affrontare la vicenda pisana tutta sotto il profilo del “prendere o lasciare”, della “continuità o discontinuità” rispetto al mandato 2008-2013 della giunta Filippeschi è fuorviante - dice Danti -. Molte, troppe cose sono cambiate. Dobbiamo guardare al futuro individuando temi e precisi assi programmatici di confronto per provare, anche nel comune capoluogo, a realizzare coalizioni imperniate sulle forze politiche che compongono Italia Bene Comune».
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