Il Tirreno

Pisa

Bocciato il numero chiuso mascherato

di Gianluca Campanella
Bocciato il numero chiuso mascherato

Il Tar ammette a sostenere gli esami 160 ragazzi che non avevano superato il test di autovalutazione a Ingegneria

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PISA. Una vittoria su tutta la linea per gli studenti di Ingegneria: il Tribunale amministrativo (Tar) della Toscana ha emesso un’ordinanza con cui fa sì che 160 ragazzi, che non potevano dare esami, possano accedere agli appelli anche se non hanno onorato gli Ofa (obblighi formativi aggiuntivi).

Il blocco era previsto per i 529 studenti che non avevano superato il test di autovalutazione a Ingegneria: Udu, Unione nazionale degli universitari, e l’associazione Das, “Diritti a Sinistra” nata nel nostro ateneo, avevano incaricato l’avvocato Michele Bonetti di promuovere un ricorso al Tribunale amministrativo regionale, cui aveva aderito circa un terzo dei potenziali interessati.

Con un primo decreto cautelare, il 21 novembre il Tar aveva sospeso il regolamento dei tre dipartimenti di ingegneria che vietava di sostenere gli esami di profitto a chi, durante la prova del 5 settembre scorso, non aveva superato almeno 16 punti nelle 80 domande.

L’ordinanza dell’altro giorno ha inoltre censurato il «comportamento illegittimo» dell’università che fa immatricolare gli studenti, facendo pagare le tasse, ma non consentendo loro di effettuare gli esami.

Infatti è proprio questo il nodo: ingegneria non è una facoltà a numero chiuso (con l’eccezione dei corsi per architettura). Pertanto il test di inizio anno non discrimina l’accesso, anzi consente a tutti di iscriversi portando le matricole in una situazione peggiore: pagare le tasse senza potersi iscrivere altrove, ma non poter sostenere esami fino a quando non si annullano gli Ofa maturati nel test.

«Un numero chiuso mascherato» è stata da sempre l’accusa dei ricorrenti; ora il Tar dà loro ragione, esprimendosi in sede collegiale: deve essere consentito agli studenti di sostenere gli esami senza alcuna restrizione.

Bonetti spiega che manca solo la sentenza definitiva, che sarà emessa «nell’ultima udienza, fissata il 10 aprile 2013. Tuttavia il processo, dopo due provvedimenti favorevoli e ben argomentati, può dirsi sostanzialmente concluso. Ora il rettore non avrà più scuse e dovrà piegarsi alla decisione giudiziaria modificando l’operato attuale e futuro dell’ateneo pisano, pagando anche tutte le spese processuali per oltre 2000 euro».

La battaglia si trasferisce negli organi accademici, dove Michele Orezzi, coordinatore Udu, lancia la prossima sfida: «Obbligheremo politicamente l’ateneo a estendere la sentenza a tutti gli studenti, non solo ai ricorrenti».

Proprio il senato accademico il 5 dicembre aveva dato mandato all’ufficio legale dell’Ateneo di «presentare al Tar Toscana le osservazioni e valutazioni a motivazione dei propri atti deliberativi in vista dell’udienza prevista il 19 dicembre 2012». Normale preparazione della difesa prima di un processo; ma la delibera è passata anche con i voti dei rappresentanti degli studenti, eletti nelle liste “Sinistra Per…” e “Ateneo Studenti”.

Oggi Antonio Di Buono, coordinatore di Das, si toglie qualche sassolino dalle scarpe: «Dispiace che tra gli atti del processo emerga un sostegno politico a favore del rettore e contro il nostro ricorso, da parte di una lista studentesca di sinistra».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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