Il Tirreno

Pisa

Si accelera per la holding con Firenze

di Francesco Loi
Si accelera per la holding con Firenze

Aeroporti, lettera di Filippeschi all’assessore regionale: inserire l’integrazione nel Piano di indirizzo regionale

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PISA. Accelerare per unire gli aeroporti di Pisa e Firenze. Il sindaco Marco Filippeschi ha scritto sul tema una lettera all’assessore regionale all’urbanistica Anna Marson. Mentre a Firenze si va verso la decisione sulla nuova pista dell’aeroporto Vespucci e Bologna rappresenta un concorrente sempre più agguerrito, Pisa mette da parte il campanilismo e vuole imboccare la strada migliore per le prospettive del Galilei.

Anche il consiglio comunale si orienta in questo senso, dopo la discussione di ieri sull’argomento proposto da diversi consiglieri con primo firmatario Carlo Scaramuzzino (Sel). Titolo: valutazione dello studio Enac sulla nuova pista di Peretola e sugli effetti sul sistema aeroportuale toscano. E’ intervenuta anche Gina Giani, amministratore delegato della Sat (la società di gestione del Galilei), rilanciando a sua volta la costituzione di una holding tra i due scali, «perché non so - ha detto - se combattere da soli sia la soluzione più adatta per il nostro sviluppo nei prossimi dieci anni».

La premessa dell’intero ragionamento è ciò che tratteggia il Piano nazionale degli aeroporti approvato dall’Enac. In tale disegno Galilei e Vespucci sono indicati come “aeroporti a sviluppo correlato”, ovvero come strutture - sottolinea Filippeschi nella lettera alla Marson - che «devono essere gestite in modo sistemico per non farli entrare in forte concorrenza» e «indebolire almeno una delle due infrastrutture». Un rischio che, secondo Gina Giani, è più che reale in caso di nuova pista per lo scalo fiorentino e senza che i rapporti tra Pisa e Firenze siano ben definiti. Una concorrenza toscana potrebbe teoricamente portare, ha spiegato l’ad di Sat, una compagnia come Ryanair a proporsi al miglior offerte, cioè a chi la fa pagare di meno. Sottinteso: Firenze, che ha le sue belle carte da giocare, potrebbe spuntarla con pesantissime conseguenze per Pisa. «Se ci mettono l’uno contro l’altro - ha detto - solo le compagnie avranno vantaggi spuntando prezzi migliori. Presentarsi insieme come porta della Toscana cambia tutto».

Il momento per stringere l’accordo, una sorta di patti chiari e amicizia lunga (anche contro le mire di Bologna), sta per avvicinarsi. La Regione, probabilmente dopo le elezioni politiche, andrà all’adozione della variante al Pit: il Piano di indirizzo territoriale è lo strumento dove verranno fissate le caratteristiche della nuova pista che, nella nuova versione, renderà il Vespucci più forte e appetibile per le compagnie aeree. Il costo molto alto, da 220 milioni di euro, rende l’operazione non così agevole, ma questo è un altro versante della discussione sul tappeto.

Da qui la lettera di Filippeschi all’assessore regionale, nella quale - dopo aver ricordato la distinzione fatta dal Piano nazionale tra il Galilei quale aeroporto strategico per la Toscana e il Vespucci come “city airport” per il business - si afferma la necessità di «integrare gli interessi rappresentati da Sat Spa e dai soci della stessa società nel procedimento avviato di adozione dell’integrazione al Pit». In altre parole: Firenze faccia pure le sue scelte sulla pista da costruire (probabilmente la parallela convergente di 2mila metri), ma già nella chiarezza dei ruoli e dei mercati di riferimento.

E’ la soluzione da sempre auspicata dal governatore Enrico Rossi, sebbene a Firenze e in Regione ci siano anche posizioni diverse. L’integrazione nel Pit sarebbe però un paletto strategico nel sistema toscano, «un bacino di riferimento che - ricorda il sindaco alla Marson - risente della concorrenza da parte dell’aeroporto di Bologna». I capigruppo in consiglio comunale scriveranno un documento da approvare nella prossima seduta. Filippeschi, dopo la lettera, attende di essere convocato in Regione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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