La manifestazione
Scuola, uno su due ce la fa ma fioccano le proteste
Dall’ingegnere quarantenne che tenta la carta dell’insegnamento, alla docente già abilitata, tante le storie di chi ha scelto d’affidare il futuro al concorsone
PISA. Uno su due. E va già bene. Queste le stime dell’ufficio scolastico provinciale sul superamento della prima prova del maxiconcorso per insegnanti.
Le prime proiezioni parlano di una percentuale vicina al 45% che attesta la Toscana fra le regioni con i migliori risultati a fronte di una media nazionale del 33%. Quella che si riversa fuori dalle aule è un'umanità varia accomunata da una parola: crisi.
È quella che spinge Nicola Pitilli, ingegnere elettronico di 41 anni, a tentare la strada dell'insegnamento: «A me è andata bene, ho totalizzato 44 punti, adesso aspetto la seconda prova, quella scritta, e la temuta simulazione di lezione ma ancora non ci sono date certe. Io non ho avuto problemi con le domande sulla logica e sulla matematica che hanno frenato altri colleghi, certo è che per il tipo di quesiti sembra che valutino più l'emotività che le competenze».
La gestione dello stress è un problema che sollevano in molti: «È difficile rispondere avendo solo un minuto per domanda, soprattutto con il meccanismo che leva 0,5 punti a ogni risposta sbagliata», dice Ilaria Bertini che porta avanti un progetto di ausilio ai bambini con difficoltà cognitive all'associazione Alba. E aggiunge: «Ho fatto 32 punti, ne servono 35 per andare avanti, vorrà dire che proverò il prossimo, se mai lo faranno».
Molto più battagliera Federica Fiorio, anche lei non ammessa alla successiva prova per due punti: «Sono già insegnante da sei anni, ho preso l'abilitazione Siss, poi una successiva abilitazione per l'insegnamento di sostegno, in totale 3 anni di studi ed esami, ma con questo concorso gli anni di insegnamento non contano. Hanno dato la preferenza alle pubblicazioni, ma qual è l'insegnante che pubblica? Questo è un concorso fatto per i ricercatori, i dottorandi, non per chi ha esperienza».
Anche Elisa Pucci, la più giovane del gruppo, 31 anni, rimasta fuori per appena mezzo punto, ha da dire la sua sui criteri per la selezione dei titoli: «Io sono disoccupata, sono laureata in Lingue e letterature europee ma il mio titolo di studio non vale quanto altri, mi sono dovuta presentare con il diploma superiore. I test poi sono gli stessi per tutti i tipi di insegnamento, dalle elementari alle superiori, ma sono necessarie conoscenze diverse, non si possono equiparare».
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