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Pisa

la scomparsa della sentinella

I familiari attendono ancora la salma Forse sabato l’addio

I familiari attendono ancora la salma Forse sabato l’addio

RIGOLI. La famiglia di Francesco Gabbriellini è ancora in attesa della restituzione della salma del loro parente sparito nelle acque dell’Ozzeri, ormai è una certezza, il 4 dicembre scorso. L’esame...

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RIGOLI. La famiglia di Francesco Gabbriellini è ancora in attesa della restituzione della salma del loro parente sparito nelle acque dell’Ozzeri, ormai è una certezza, il 4 dicembre scorso. L’esame autoptico sui resti della sfortunata sentinella degli argini, come vengono chiamati in gergo i volontari della protezione civile che si occupano del controllo delle sponde, dovrebbe essersi concluso a Genova ieri. Si è svolto nel capoluogo ligure perché sede del ritrovamento. Il cadavere dell’ex bancario, scomparso da Rigoli di San Giuliano nella terribile giornata in cui le sponde del torrente sono state inghiottite dalle acque, è stato avvistato nel primo pomeriggio di domenica al largo di Arenzano da una motovedetta della Capitaneria di porto ligure, dopo che il 10 scorso il prefetto aveva sollecitato una intensificazione delle ricerche chiamando al tavolo di concertazione anche la guardia costiera livornese. L’ipotesi più probabile era infatti quella che prefigurava lo scenario di una caduta in acqua di Gabbriellini a causa di una frana delle sponde dell’Ozzeri, vicino casa. Il corpo poteva esser rimasto sepolto dal fango o esser stato trascinato via dalla corrente, dapprima nel Serchio e poi nel mare. Ed è stata l’ipotesi che si è rivelata, purtroppo, giusta. Il cadavere infatti è riaffiorato proprio sulla costa ligure.

È probabile che in questi giorni la salma possa essere restituita alla famiglia e che già sabato sia possibile dare l’ultimo saluto al pensionato di Colognole. I funerali comunque non sono stati ancora fissati. Sugli accadimenti di quel giorno e soprattutto sulla tragica scomparsa dell’uomo, che era stato inutilmente cercato nelle campagne circostanti, la procura aveva aperto un’inchiesta che valuterà l’eventuale responsabilità umana nei crolli di quella giornata. Crolli e frane, che hanno inghiottito l’intero giardino di un casello idraulico secolare ed il ponte prospiciente la struttura, precipitati nell’Ozzeri, ma che potrebbero anche essere stati causati dalle abbondanti e violente piogge di quel periodo. (c.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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