Il Tirreno

Pisa

Fontanelli e Gelli in pista Carrozza possibile novità

di Francesco Loi e Gianluca Campanella
Fontanelli e Gelli in pista Carrozza possibile novità

Via alle candidature per le primarie che porteranno nel nuovo Parlamento Ci stanno pensando anche l’assessore Viale, Maccioni, Agostini e Olivia Picchi

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PISA. C’è tempo fino alle 20 di dopodomani per depositare le candidature alle primarie con cui il Pd sceglierà i candidati alle politiche del 2013 e sono già tanti i nomi che stanno emergendo: conferme (Fontanelli), strade diverse (Realacci), sorprese (Agostini e Landucci) e sorprese annunciate (Gelli). Ma prima di esaminarle tutte, uno sguardo al calendario: venerdì, la direzione regionale del partito scioglierà il nodo sui posti spettanti a ciascuna provincia e se si va al voto il 29 o il 30 dicembre: sono quelli i due giorni stabiliti dalla direzione nazionale. Poi, sabato, il coordinamento provinciale valuterà le candidature pervenute: la rosa di nomi è unica per Senato e Camera dei deputati ed è «in numero non superiore al doppio delle posizioni in lista complessivamente assegnate a ciascun ambito», recita il regolamento. Tradotto in numeri: a Pisa dovrebbero andare tre deputati e uno (o due) senatori; nel 2008, infatti, il territorio provinciale riuscì a esprimere tre nomi (Enrico Letta era capolista nella circoscrizione Lombardia 2) a Montecitorio, mentre sfumò per pochi voti l’elezione di Luciano Modica a palazzo Madama. Quest’anno il Pd ambisce a vincere le elezioni e la legge elettorale, il cosiddetto Porcellum, assegna il premio di maggioranza alla Camera su base nazionale e al Senato su base regionale. Almeno in quest’ultimo caso dovrebbe scattare.

Alle primarie si ragiona in termini di lista unica e quindi una dozzina saranno i candidati ammessi. I parlamentari uscenti si possono risparmiare la fatica di raccogliere firme. Dunque l’ex sindaco Paolo Fontanelli ha già detto che è della partita, mentre Ermete Realacci non passerà comunque dalle primarie uscendo così dai candidati esterni accolti nella nostra provincia. Il primo è bersaniano e su Fontanelli dovrebbero convergere i voti di chi ha sostenuto il segretario nazionale alle recenti primarie per la premiership; l’altro è renziano e la sua rinuncia libera il posto a Federico Gelli, ex vicepresidente della Regione, del cui ritorno in politica si vociferava da tempo: sarà annunciato oggi in una doppia conferenza stampa a Pisa e a Pontedera. Per l’ultima dei tre deputati uscenti, Maria Grazia Gatti, manca solo l’ufficialità: la volta scorsa era in posizione 18 nella lista toscana del Pd ed entrò per un pelo tra gli eletti; quest’anno dovrebbe essere più agevole l’elezione grazie alle quote rosa garantite da Bersani, ma a fine mese dovrà sudarsi l’ingresso nella lista bloccata.

Tutti gli altri interessati alla sfida devono raccogliere sottoscrizioni pari al 5% della popolazione provinciale: per Pisa si tratta di circa 350 firme. Tra i nomi che circolano con più insistenza ci sono l’assessore comunale al bilancio Giovanni Viale e la presidente del consiglio comunale Titina Maccioni. Si tratta di eventuali candidature non riconducibili ad un’area ben definita della galassia democratica. Mentre di Samuele Agostini si può dire che è civatiano: il membro della segreteria regionale e dell’assemblea nazionale del Pd sulle colonne del Tirreno lanciò il dibattito sui cosiddetti inamovibili; ora su Facebook lancia la raccolta firme per partecipare alle primarie. Ancora, potrebbe essere in pista Olivia Picchi, responsabile provinciale del Pd per economia e lavoro.

Resta un “buco”: cosa faranno i lettiani? Il vicesegretario nazionale quasi sicuramente sarà nel listino di Bersani: 50 nomi della società civile e poco meno di “notabili di partito” che occuperanno posti blindati nelle liste di febbraio; e comunque Letta non dovrebbe essere in Toscana. Inoltre, il regolamento nazionale del Pd è molto più restrittivo del decreto legge licenziato lunedì dal consiglio dei ministri: quest’ultimo consente, per esempio, ai sindaci di candidarsi in parlamento se si dimettono entro sette giorni dallo scioglimento delle camere. Lo stesso giorno la direzione nazionale dei democratici ha stabilito che (tra gli altri) «i sindaci di Comuni sopra i 5mila abitanti, i presidenti di Province e Regioni, i consiglieri e gli assessori regionali in carica non sono candidabili». I paletti mettono fuori gioco il numero due dei lettiani sul territorio: il consigliere regionale Pier Paolo Tognocchi; e siccome i pisani schierati con Letta sono una discreta forza (anche il presidente della Provincia Andrea Pieroni è di quell’area) è molto probabile che tentino di convergere su una candidatura. Per il momento circolano alcune indiscrezioni sul consigliere comunale Michele Lio Passarelli. Il suo collega di assemblea Stefano Landucci, invece, in più occasioni ha dimostrato di andare un po’ per conto suo; e sussurri di palazzo lo indicano come altro possibile competitor. Ultima voce su Maria Chiara Carrozza, direttore della Scuola Sant’Anna e coordinatrice del forum del Pd nazionale sull’Università: potrebbe essere lei l’espressione della società civile a finire nel listino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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